A long time ago, in a network, far far away, a great adventure took
   place!

   Out of the chaos of new ideas for communication, the experiments, the
   tentative designs, and crucible of testing, there emerged a
   cornucopia of networks.  Beginning with the ARPANET, an endless
   stream of networks evolved, and ultimately were interlinked to become
   the Internet.  Someone had to keep track of all the protocols, the
   identifiers, networks and addresses and ultimately the names of all
   the things in the networked universe.  And someone had to keep track
   of all the information that erupted with volcanic force from the
   intensity of the debates and discussions and endless invention that
   has continued unabated for 30 years.  That someone was Jonathan B.
   Postel, our Internet Assigned Numbers Authority, friend, engineer,
   confidant, leader, icon, and now, first of the giants to depart from
   our midst.

E’ bene non dimentarsi di ricordare personaggi come Jon Postel. Il loro ruolo. La capacità di vedere Internet non come era ma come sarebbe stata.

Ed in fondo

Security issues are not relevant to this Remembrance.

RFC 2468, firmata Vinton G. Cerf (qui tradotta)

TOTH http://jacquesmattheij.com/I+remember+IANA da cui ho copiato l’idea,

 

Pare che sia possibile geolocalizzare un indirizzo IP con una precisione notevole: da 100 a 690m. Ho provato senza troppo succeso a capire se davvero possa funzionare come sintetizzato (qui il full paper in pdf). Di certo I risultati ottenuti nella misura degli accessi residenziali sono molto meno precisi anche se il metodo impiegato è sicuramente brillante e degno di nota. Siamo pronti per la pubblicità del pizzaiolo sullo schermo?

 

Scusate il gioco di parole nel titolo: mi riferisco ovviamente a quanto dichiarato da Comodo che ha rivelato l’emissione fraudolenta di 9 certificati. I certificati sono quelli legati a:

  • login.live.com
  • mail.google.com
  • www.google.com
  • login.yahoo.com (3 certificates)
  • login.skype.com
  • addons.mozilla.org
  • "Global Trustee"

Il report sull’incidente reca una serie di affermazioni che sono quanto meno stupefacenti. La responsabiltà dell’attacco viene attribuita all’Iran, sulla base della geolocalizzazione degli indirizzi IP di provenienza. Spero davvero abbiano ben altri elementi a supporto di una simile affermazione. Un attaccante abile ovviamente cercherà di nascondere la propria provenienza e l’uso di open proxy è persino banale.

In più sostengono che i certificati non sono utilizzabili se non da chi controlli I server DNS relativi. Come se un qualsiasi pen tester non fosse in grado di fare uso dei certificati senza troppi patemi!

Tutti I principali browser hanno proceduto a neutralizzare I certificati in questione. In quanto al discorso di un attacco “statale” (va di moda dai tempi di Stuxnet…) mi preoccupa per il fatto di essere indicato così direttamente e precisamente trascurando altre e più semplici ipotesi.

 

Di TED (ideas worth spreading) credo si sappia ampiamente e che non servano ulteriori commenti. Quello che spesso non è banale è selezionare, in un’offerta vasta e interessante, cosa guardare. Ho trovato per la prima volta utilissimo Quora, dove qualcuno si è posto la domanda.

Ho appena finito di guardare Sir Ken Robinson: Bring on the learning revolution! e Barry Schwartz on the paradox of choice. Valgono il tempo speso e probabilmente anche una seconda visione.

 

La questione tra Bing e Google è stata ampiamente dibattuta negli ultimi giorni. Io non sono un esperto di motori di ricerca ma un semplice appassionato a quello che succede on line. Uno spettatore interessato. Lucio è stato simpatico e sfrontato nel richiamare il mio post scritto al volo quando la questione era appena iniziata.

Adesso se ne sa qualcosa di più. Molti hanno contribuito. Io raccomando, tra gli altri:

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The Big Picture mi piace tanto, e si sa. Questa volta ha pubblicato una galleria di immagini in cui c’è un accostamento davvero intrigante – almeno per me! – tra due fotografie. Eccole:

bp31

bp32

 

Credo che potendo darò un’occhiata allo stream live dell’evento annunciato per le ore 15.30 italiane. E’ una rara occasione di essere testimone dal vivo di un evento storico e di conoscere senza mediazioni più o meno fantasiose:

On Thursday, 3 February 2011, at 9:30 AM Eastern Standard Time (EST) [14:30 UTC /GMT], the Number Resource Organization(NRO), along with the Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, the Internet Society (ISOC) and the Internet Architecture Board (IAB) will be holding a ceremony and press conference to make a significant announcement and to discuss the global transition to the next generation of Internet addresses.

Much has been written in the international media over the last few weeks about the dwindling pool of Internet addresses using the original Internet protocol, called IPv4 (Internet Protocol version 4), and this topic will be addressed at the event.

 

The service still riddled with blocked services such as Twitter itself, is forcing users to bypass governmental control of Social Media outlets using proxy services.

According to numerous tweets from Egyptians rejoicing to the fact the Internet is back, alerting the world of their amazing accomplishments while virtually offline.

Readers from Egypt confirming not only Internet back, but all mobile and BlackBerry services as well.

Internet Restored in Egypt

 

Il protocollo DNS è forse il più bello ed elegante tra quelli normalmente in uso su Internet. Questo sistema sta rivelando dei punti di debolezza evidenziati dagli ultimi interventi che hanno portato al “sequestro” di nomi a dominio anche in assenza di specifici provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Sarebbe bello un sistema peer-to-peer come qualcuno sta cercando di creare. Di certo non mi piacerebbe l’idea di prendere la Porta 53 come vorrebbe Amazon. Soprattutto dopo il comportamento che questa ha tenuto con Wikileaks (terminando improvvisamente il servizio a seguito di una telefonata di un politico, seppur non un politico qualsiasi)

 

Ma sono l’unico pirla in giro a cui provoca davvero fastidio il fatto che amazon.it non offra la possibilità di utilizzare https da subito? solo se faccio un ordine? tutti quei discorsi su firesheep, la security, etc etc?

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