Non sono solito fare post con questo titolo, ma di tanto in tanto mi concedo questo piccolo lusso. Oggi quindi leggo come di consueto il post settimanale di Matteo e scopro che in coda c’è pure un link a una cosa che ho messo insieme senza sapere come e se possa eventualmente evolvere: blists.quasidot.com. Si tratta di una lista di blog di security, aggiornati almeno una volta negli ultimi 12-13 mesi. Ho messo su un blogroll ed una pagina per la lettura via opml (il sorgente lo trovate qua). Sto sperimentando anche altre cose che potrebbero facilitare la cosa ma non sono del tutto convinto.

Intanto Scoble tira fuori uno di quei post|rant che val sicuramente la pena leggere. [update] Vale la pena anche questa risposta di Chris Saad [/update]

Sempre in tema di lettura interessanti per la fine del fine settimana segnalo un bell’articolo di Forbes, dal titolo quanto mai azzeccato There is no cyber war the same way there is no nuclear war. Mi piace perchè tanto quanto mi infastidisce il termine cyberwar (abusato quasi quanto cybercrime, ed il problema non è mai nel prefisso…) conclude in un modo che mi sento di sottoscrivere

Debating the meaning of cyberwar bears little on the fact that governments are going to invest in cyber defenses, cyber intelligence, and yes- offensive cyber weapons. Call it what you will IT security is undergoing a dramatic shift greater than any seen before. To ensure that this transition occurs logically and to the benefit of everyone it is tantamount that the policy makers engage the technologists. IT security experts understand what is possible and what can work. Their guidance must be sought in the formulation of policy, legislation and international cooperation or there will be years of thrashing, bad laws, disastrous breaches, and encroachments of digital freedoms.

Infine una segnalazione per chi abbia interesse al tema CDN e Cloudflare: Digging Deeper Into The Cloudflare CDN. Una buona lettura, davvero.

 

Pare che quei simpatici frichettoni kopimisti abbiano ottenuto ufficiale status di religione in Svezia. Si raccomanda di non vilipendere CTRL+C e CTRL+V e di attivare i sistemi di file sharing in segno di deferente omaggio.

 

Matt Mullenweg è dannatamente giovane (28 anni il prossimo 11 gennaio), dannatamente bravo (WordPress … e tutto quello che sta dentro ad Automattic) oltre che famoso (BusinessWeek lo classifica tra le 50 persone più influenti del web). Matt ha deciso di togliere dagli impicci quanti volessero fargli un regalo per il compleanno: donare acqua a chi ne ha bisogno. L’obiettivo a quota 10.000 dollari è già a buon punto (con una settimana di anticipo sulla data).

A (s)proposito di WordPress: aggiornato alla 3.3.1 senza alcun problema, come al solito.

 

Leggo dell’ultimo di acquisto di IBM: Emptoris. Caveat emptor! (btw brocardo)

 

Interessante analisi che leggo via the big picture.

La banalizzazione è che lavoriamo il 25% di ore in più dei tedeschi. La mia stima per queste statistiche è mediamente bassa, anche perchè poi toccherebbe parlare di produttività, di tassi di disoccupazione. D’altro canto mi piace pensare che la mia sensazione di italiani e spagnoli ben più sgobboni dei tanto lodati nordici non sia così priva di fondamento.

Scommetto che domani la cosa verrà ripresa dai media in termini di “quanto sia lavoratori” e basta.

 

Avete sentito parlare recentemente del simpatico programmillo installato da una pletora di carrier telefonici allo scopo di “migliorare il servizio”? Se ne è parlato in termini decisamente esagerati (key logger) o di guerre di religione (solo Android? anche iPhone! si, ma non proprio).

Il giocattolino opera anche in Italia. E’ stato pescato su di un telefonino venduto da tre. Adesso vediamo se e come si muoverà il garante.

 

Una psicologa in servizio presso una prigione californiana è accusata di aver organizzato una curiosa messinscena per convincere il marito della necessità di traslocare in un quartiere migliore. La notizia l’ho pescata su di un giornale neozalendese (via twitter) e pare persino credibile.

 

 

Qualche anno fa ho incrociato brevemente Raffaele. E’ stato allora che entrato a far parte del mio aggregatore ed ho continuato a leggerlo, anche come CreativeBits.

E’ successo così che io abbia saputo di waboo, e poi ricevuto una cortese richiesta di provare il servizio (se ti piace puoi scriverne, mica ci offendiamo!, e magari a qualcuno interessa pure…).

Provare un servizio di scambio di giochi on line? Non mi sento proprio nel pieno del target. Poi penso alle persone che stanno crescendo velocemente in casa-quasi e mi è sembrata una cosa intelligente. Quanti giochi abbiamo, originali ed in ottimo stato, che hanno fatto il loro tempo e giacciono abbandonati? Poterli scambiare con dei giochi nuovi ha assolutamente un suo senso.

Il costo di ogni operazione è pari a 8 euro, e siccome il primo giro è omaggio tentare non nuoce. Tanto più che dal sito traspare un approccio sinceramente appassionato e attento.

Il funzionamento quindi è semplice: prima si decide quali giochi offrire in scambio, un corriere passa a ritirarli e li porta presso la sede di Waboo per il controllo di integrità. L’operazione costa sempre 8 euro: sia che si invii un singolo gioco, sia che se ne mandino più di uno alla volta (consiglio: ottimizzate i ritiri e farete piacere al piccolo genovese che alberga in ogni uomo attento alle spese). Una volta che il controllo è andato a buon fine parte la spedizione con il gioco che avete richiesto. Questo processo permette a Waboo di garantire l’integrità dei supporti che vengono scambiati, evitando le spiacevoli situazioni che avvengono quando ti ritrovi a maneggiare supporti rovinati o confezioni mutilate dal precedente possessore.

Il sistema a crediti è piuttosto facile da utilizzare e permette di guadagnare crediti spendibili sulla piattaforma con il più classico dei meccanismi di affiliazione. Per esempio un link come questo: Scambia i tuoi giochi usati con Waboo mi porta un credito per ogni registrazione.

Vari tutorial video e delle informazioni piuttosto ben organizzate e facilmente rintracciabili permettono di operare praticamente subito. Il catalogo è discretamente assortito e sono sicuro che crescerà velocemente. Il meccanismo è infatti ragionevolmente semplice e calibrato, i tempi brevi e la disponibilità e l’attenzione del team di Waboo fa il resto.

 

Per la serie l’erba del vicino: Alleged WikiLeaks Source Bradley Manning Has A Court Date: 569 Days After His Arrest. Chissà se almeno rispetteranno il principio della ragionevole durata del processo. 

 

Capita che dei bambini vengano portati in gita all’Apple Store, o che qualche scuola faccia una sperimentazione basata su iPad.

Che la Apple, piuttosto che la Microsoft o altre aziende, abbiano attenzione agli studenti non mi disturba. Mi disturba che le scuole si muovano in modi simili. Portare i bimbi in gita all’Apple Store come se fosse un agriturismo? Per giocare con iPhoto? mah… allora poi li portiamo a provare Picasa o Flickr?

Che poi una scuola decida che l’iPad sia un buon supporto per gli eBook non mi piace molto. Poi dicono che è a colori e fa altre cose ma non funziona bene per matematica e fisica. Pensare a soluzioni più economiche e complete?

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