Daniele Minotti riprende da par suo il tema dell’esistenza o meno di un diritto di accesso a Internet, riacceso da un articolo “negazionista” di Vint Cerf il quale “nega che il diritto de quo sia un diritto umano (più correttamente, nella prospettiva linguistica ricordatami da un amico, “diritto dell’Uomo”) e il suo pensiero può essere riassunto in una sola frase “technology is an enabler of rights, not a right itself”.

Daniele Minotti ha conoscenze giuridiche ed un allenamento sul tema ben superiore al mio ma credo che ci sia un punto che val la pena considerare: le nuove tecnologie comportano problemi che val la pena affrontare e chiarire. In sintesi: se il diritto dell’accesso a Internet “è pacificamente ricompreso nell’art. 21 il quale fissa il diritto alla libera espressione del pensiero e quello all’informazione; e questi ultimi stanno ad Internet come il fine sta al mezzo” allora che bisogna c’era di aggiungere il secondo comma per chiarire che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure? ed i commi seguenti? è stato forse fatto solo per la memoria dell’esperienza fascista?

Art.21:
1. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
2. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Diverso il caso della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che all’art. 19 recita:

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Qui davvero non si fa cenno a tecnologie specifiche.

Il celeberrimo primo emendamento della costituzione degli stati uniti d’america invece recita: “Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press;[...]” (neretto mio)

Qui mi pare emerga bene, come nel secondo comma del nostro articolo 21, l’opportunità di introdurre Internet al pari della stampa. La situazione è la stessa di allora, con una tecnologia che scombina le carte e richiede una posizione precisa e forte. Le limitazioni all’uso di Internet che sono all’ordine del giorno di lobbisti e politicastri sarebbero relegate al rango di “vorrei ma non posso”.

 

Succede questo: sono pigro e quindi prendo a prestito il testo pubblicato da Metilparaben.

In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  1. se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
    vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  2. firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  3. partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete”: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

 

The Big Picture mi piace tanto, e si sa. Questa volta ha pubblicato una galleria di immagini in cui c’è un accostamento davvero intrigante – almeno per me! – tra due fotografie. Eccole:

bp31

bp32

 

Credo che potendo darò un’occhiata allo stream live dell’evento annunciato per le ore 15.30 italiane. E’ una rara occasione di essere testimone dal vivo di un evento storico e di conoscere senza mediazioni più o meno fantasiose:

On Thursday, 3 February 2011, at 9:30 AM Eastern Standard Time (EST) [14:30 UTC /GMT], the Number Resource Organization(NRO), along with the Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, the Internet Society (ISOC) and the Internet Architecture Board (IAB) will be holding a ceremony and press conference to make a significant announcement and to discuss the global transition to the next generation of Internet addresses.

Much has been written in the international media over the last few weeks about the dwindling pool of Internet addresses using the original Internet protocol, called IPv4 (Internet Protocol version 4), and this topic will be addressed at the event.

 

#3

With sufficient thrust, pigs fly just fine. However, this is not necessarily a good idea. It is hard to be sure where they are going to land, and it could be dangerous sitting under them as they fly overhead.
RFC 1925 rfc1925 – The Twelve Networking Truths

 


I4P: Internet Candidata al NOBEL per la Pace | leeander.com

 


YouTube – The Internet Revealed: A film about IXPs [WITH SUBTITLES]

 


InternetMap09_wall2.jpg JPEG Image, 1440×900 pixels – Scaled 85%

 


While the rapidly evolving Iranian firewall has blocked web, video and most forms of interactive communication, not all Internet applications appear impacted. Interestingly, game protocols like xbox and World of Warcraft show little evidence of government manipulation.

Perhaps games provide a possible source of covert channels (e.g. “Bring your elves to the castle on the island of Azeroth and we’ll plan the next Ahmadinejad protest rally?”)

» A Deeper Look at The Iranian Firewall · Security to the Core | Arbor Networks Security

 

Martedì 3 marzo 2009 alle ore 21 Oilproject ospita David Orban sul tema La prossima Internet degli Oggetti.
David Orban, esperto di product marketing, sales development e globalizzazione. Ha un suo blog in italiano, uno in inglese ed uno in ungherese. È CEO e fondatore di Questar. È uno dei massimi esperti italiani di mondi virtuali: su Second Life ha creato la comunità Vulcano. È advisor presso la Singularity University della Silicon Valley, supportata da Google e dalla Nasa. In California ha fondato, insieme a Leandro Agrò e Roberto Ostinelli, WideTag Inc. che, con il progetto OpenSpime, cerca di rivoluzionare – attraverso l’alta tecnologia – il rapporto tra Internet, oggetti e ambienti.

Be Free To Learn!

© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha