Microsoft offre I risultati delle ricerche di Bing a Baidu, il motore cinese. Perchè lo facciamo è comprensibile. Semmai è censurabile il fatto che dietro alla scelta accurata delle parole non stia altro che l’ammissione di voler continuare ad operare secondo I dettami del regime cinese. Continuando a censurare I risultati delle ricerche.

Io preferisco la posizione assunta un anno fa dalla Clinton:

On their own, new technologies do not take sides in the struggle for freedom and progress, but the United States does. We stand for a single internet where all of humanity has equal access to knowledge and ideas. And we recognize that the world’s information infrastructure will become what we and others make of it. Now, this challenge may be new, but our responsibility to help ensure the free exchange of ideas goes back to the birth of our republic. The words of the First Amendment to our Constitution are carved in 50 tons of Tennessee marble on the front of this building. And every generation of Americans has worked to protect the values etched in that stone..

 

Succede questo: sono pigro e quindi prendo a prestito il testo pubblicato da Metilparaben.

In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  1. se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
    vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  2. firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  3. partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete”: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

 

Tutta la storia da Wolly. Mi unisco ai complimentoni di Gaspar. Peccato.

 

Mi son divertito a cercare informazioni sulla censura in cina e su obama negli states usando i posti “sbagliati”…

 

No Clean Feed – Stop Internet Censorship in Australia

 

En effet, pour les Sages, Internet, vu son développement, participe désormais “à la vie démocratique”, à “l’expression des idées et des opinions”. En conséquence, “la liberté d’accéder à ces services de communication au public en ligne” ne saurait être restreinte que sur décision de justice.
Internet: la loi réprimant le téléchargement illégal censurée – Le Monde.fr

 

Sulle G-Mappe la base di Aviano è perfettamente visibile. Non si può dire lo stesso osservando via MS Virtual Earth, che però prende le immagini da un fornitore dal nome italico. Che poi i signori G sono quelli che avevano nascosto la casa del VP di W. fino all’ultimo giorno in carica, non certo dei santarellini… eppero’ la censura mi provoca sempre un fastidio fisico.

[ via Ogle Earth ]

 

E così pensavi che la censura fosse un problema dei regimi totalitari e che il simbolo ne fosse il grande firewall cinese, la grande muraglia digitale costruita con le tecnologie occidentali (perché il mezzo non è né buono né cattivo, perché se comprano noi vendiamo che è il nostro mestiere no?).  Al limite ci si spinge, con rispetto parlando, ai paesi arabi, ammiccando all’integralismo di matrice religiosa.

Magari pensavi che le lamentele sulla censura di internet in Italia fossero qualcosa di eccessivo, da zelanti integralisti, o forse da pasticcioni che poi in qualche modo rabberciano.

Questa volta invece scopri che la censura in salsa d’Albione esiste da un decennio, funziona abbastanza bene e te ne accorgi solo perché qualche giornale riprende con un certo rilievo la questione di wikipedia censurata per via di una copertina di un disco di trenta anni fa. Scandaloso, vero?

Io la storia l’ho letta da md, poi ho visto il diagramma pubblicato da BoingBoing e insomma, anche se la questione pare rientrata non è che abbia sentito molte discussioni intorno al tema censura in sè.

Mi chiedo: chi può decidere che una pagina è da censurare? e in Italia? chi valuta quali siano i mezzi efficaci per porre in essere tali decisioni? perché quando si arriva ad una decisione del genere si blocca una pagina di wikipedia, che oltre tutto non si limita a pubblicare l’immagine controversa ma spiega pure il contesto relativo? e tutto il resto?

Magari i sistemi di censura funzioneranno anche meglio di quanto non si possa immaginare ma di certo sono gestiti in modo quanto meno discutibile, ammesso e non concesso che siano accettabili. Sulla situazione italiana vale la pena rivedere l’intervento di Matteo Flora a Infosecurity 2007.

 

Non avete ancora iniziato ad usare OpenDNS? Malissimo.

Non sono un fan della prima ora (controlla qui, barbet miscredente) ma noto con piacere che l’adozione del giocattolino ha portato alcuni evidenti vantaggi:

  • nessun problema legato ai tentativi dell’autorità di bloccare l’accesso ai siti qualichefossero (ricordate di quelli relativi alle scommesse per esempio?)
  • nessun problema a raggiungere la baia sicura, luogo di pirati e torrenti che denunciano l’attacco di uno stato fascista (così dicono!)
  • nessun turbamento per il problema legato al bug del DNS (Kaminsky, vi dice nulla?)
  • può essere utilizzato come sistema per il “parental control”
  • qualche volta la correzione degli errori di battitura è utile

Pur non avendo fruito dei servizi di scommesse online e non avendo impegnato la mia banda nello scaricamento di torrent cercati via “la baia” trovo intollerabile che si attacchi così la rete. Senza bisogno di discuterne ulteriormente. E’ male. E inizio a preoccuparmi che qualcuno mi impedisca l’accesso a OpenDNS.

NB Se qualcuno vi viene spiegare a che con OpenDNS la risoluzione dei nomi si rallenta, beh e’ vero. Non pensiate di percepire quei centesimi di secondo e diventare isterici per questo! Semmai potrei capire il fastidio di finire sulla loro landing page quando il dominio non esiste o il server non risponde … ma capita così di rado e si può tranquillamente evitare! Se poi siete di quelli che modificano il valore di “network.dns.disableIPv6″ in Firefox per guadagnare qualche centesimo di secondo nella risoluzione dei nomi allora… scegliete il vs veleno!

© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha