quasi.f

 

Simone ha messo nonovvio su Lulu. Ottima cosa. Io ne parlo (bene) dal febbraio 2007, se ancora non lo avete fatto andate e leggete. Adesso c’e’ anche la possibilità di comprarne una copia.

 


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Ho un letto un post sulla crisi della Mivar che mi ha lasciato un po’ interdetto. Non sono un gran conoscitore del panorama industriale italiano ma qualcosa mi capita di sentirlo e qualche volta le informazioni possono anche essere di prima mano. Non ho modo di controllare puntualmente tutte le informazioni ma la situazione mi pare interessante.

La crisi non è di oggi. Gironzolando sull’archivio del corriere ho ritrovato un articolo del 2001 che parla in termini piuttosto simili a quelli di oggi. Ed i rapporti con i sindacati non sono mai stati buoni.

Da quello che sono riuscito a mettere insieme la storia della MIVAR è abbastanza lineare: nasce nel 1945 come VAR (Vichi Apparecchi Radio) dall’iniziativa domestica di un perito elettronico. Carlo Vichi. Dopo oltre 10 anni l’azienda si trasforma, iniziando la produzione di televisori in bianco e nero, ed assume la denominazione attuale. Nel 1969 la sede viene trasferita ad Abbiategrasso, plausibilmente per poter utilizzare operai meno sindacalizzati. Verso la fine degli anni 90 Vichi termina la realizzazione di un suo sogno: la costruzione di un nuovo stabilimento progettato e curato nei minimi dettagli. Da chi lo vide quando ancora non era utilizzato (se non come magazzino o poco piu’) venni a conoscenza delle scelte mirate a garantire il comfort degli operai e della testimonianze delle simpatie di ultra-destra del Vichi. Temo di confondermi con Ciarrapico ma sono quasi certo che si parlasse di busti del Duce o cose simili. Cio’ che davvero stupisce è il fatto che lo stabilimento sia stato non solo progettato ma anche realizzato esclusivamente con il ricorso a risorse proprie.

Che si tratti di un’azienda padronale è fuori di dubbio. Che l’organizzazione interna ed i risultati ottenuti fossero eccellenti è piuttosto noto: basti notare come si tratti di una realta’ che ha scelto di non delocalizzare la produzione e che si è sempre mantenuta in ambito esclusivamente nazionale. Da chi aveva avuto esperienze dirette ho sempre ricevuto la sensazione che si trattasse di una fabbrica molto particolare, in cui si entrava per cooptazione, in cui la dedizione era ricambiata dal rapporto diretto con un proprietario presente in prima persona, attivo in prima linea, e dalla possibilita’ per chiunque di fare “carriera” in base esclusivamente ai propri metodi. Quando si inizio’ a parlare dell’organizzazione interna di Google, molto “piatta” e poco formalizzata, mi venne in mente proprio la Mivar.

Qualche altra informazione la potete trovare via Google sul sito del Sole.

Io credo che la crisi della Mivar sia stata ampiamente annunciata negli ultimi 10 anni e che il Vichi abbia compiuto una specie di miracolo all’italiana. Lo associo pero’ ai personaggi come Bernardo Caprotti di Esselunga, piuttosto che agli Olivetti o ai Ferrari. Chissa’ che prima o poi qualcuno non ci racconti per bene la storia di Vichi e dei suoi rapporti con gli operari. Al di la’ delle simpatie politiche e delle tensioni con i sindacati sono convinto che potrebbe essere interessante riscoprirne gli aspetti piu’ genuinamente imprenditoriali e le idee meno banali sull’organizzazione del lavoro o sulla qualita’.

 

Post domenicale. Di uno che magari rimastica contenuti altrui e solo adesso scopre che l’omonimo ce l’aveva con le blogstar della classifica divenuta mainstream, quella che ha compiuto due anni di recente. Insomma, quella cosa che e’ un gran bel servizio ma l’imprevedibilita’ degli utilizzatori l’ha trasformata in una bolgia dantesca in cui i link hanno un prezzo che neppure nei peggiori angiporti del web marketta…

Insomma, bruciata anche la possibilita’ di fare un po’ di flame, scartata l’idea di fare un po’ di riassunto dell’incontro sul perche’ il social-mobile-networking abbia senso con i signori di Buongiorno, ma soprattutto con DavidW, mi ritrovo con un blog con i link di del.icio.us e tante idee che mi girano in testa ma non so mica se trovo la voglia di scrivere dei post. Roba che rischio di essere ripreso dalla voglia di trasformare questo blog in un tumblr!

 

Mentre Google ammette che il mondo la’ fuori potrebbe avere un effetto su di loro (meraviglia!) e Microsoft continua a macinare utili record (ma qualcuno si lamenta comunque) ho fatto qualche sciocchezzuola. Tipo che se a qualcuno viene in mente di scrivere “quasi.me” come indirizzo finisce qua. Son cose che mi piacciono tanto quanto poco servono. Son cose, pero’. Come i post del 17 luglio: Giovy che torna (benissimo!), Felipe al solito tutt’altro che superficiale inutile o povero di contenuti ed Akille che riesce a sembrare “super” anche quando dice cose quasi normali.

Insomma, non ho voglia di scrivere che e’ il caso di aggiornare Firefox (dovrebbe essere normale e/o automatico), che GMail migliora ancora un po’ e Google Docs ha finalmente una signora galleria di modelli premasticati e pronti all’uso. Magari trovero’  il tempo di spiegare come Opera mi piaccia parecchio (ma non riesca a fare lo switch) o quanto mi stia intrigando FriendFeed.

 

Aggiornamento rapido ed indolore come sempre, almeno in apparenza!

Ci sono un po’ di cose che meritano di essere provate con calma, pero’ se qualcuno notasse malfunzionamenti lo segnali!

 

Post di servizio. Ci sono. Vedo gente. Faccio cose. Oggi per esempio mi sono occupato di resettare un TomTomXL via Macbook G4 e pare che ci sia riuscito con la sola imposizione delle mani. Incidentalmente ho fatto un salto in una concessionaria Lancia a vedere la nuova Delta e mi piace abbastanza, (prossimo passo: mi affido al rent a car per provarla!), peccato che tutto quello che avrei voluto sapere avrebbe potuto essere sul sito web dedicato che e’ terrificante (per abuso di flash, usabilita’ scarsa e carenza di informazioni). Ho assistito all’acquisto di numero due pastaiole, girato un po’ di supermercati, ipermercati e passato un bel pomeriggio con Roberto, con cui abbiamo anche migrato un blog e studiato il modo (assurdo) in cui un’autoradio gestisce un iPod…

Incidentalmente n-1 ha avuto qualche problemino transiente e domani mi levo all’alba per recuperare n+1 che da una settimana se ne sta disperso in valtellina a praticare karate e arrampicate. La settimana prossima si attendono ulteriori cambiamenti. Magari non scrivo sul blog, pero’ vivo comunque :-)

 

My personality problem is “I’m a deeply religious con-artist who don’t take no crap from nobody!”.
Take What’s YOUR Problem? today!

Created with Rum and Monkey‘s Name Generator Generator.

 

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[ via GeneratorBlog ]

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