Ogni singola foto varrebbe un post ad hoc con o senza commenti.
Capita spesso di voler “rilanciare” o segnalare qualche post davvero interessante. Gli shared items di Google Reader li uso anche per questo. Oggi mi tolgo la soddisfazione di segnalare alcuni post meritevoli di lettura:
- Proteste e bugie, di Miss Kappa da L’Aquila (e si, parla di terremoto, macerie e tutto il resto)
- Climagate, bugie e videotape di un Carletto Darwin in ottima forma nonostante l’insonnia
- Mistero nei cieli norvegesi, nella miglior tradizione di Paolo Attivissimo (che meriterebbe una segnalazione a post, ma questo è un altro discorso…)
- Bonus link: la magia della tastiera facilitata (scoperto via Tambu, l’uomo a 30 secondi da google analytics)
Questa sera alle 21 Oilproject propone un incontro con David Orban sul tema “Stephen Wolfram: una rivoluzione nel metodo scientifico?” David Orban è tantissime cose, tra cui CEO di Questar, fondatore di WideTag, advisor e direttore europeo della Singularity University… al di là di classificazioni e specializzazioni dice “la mia visione si colloca all’incrocio tra tecnologia e società, di cui auspico un’evoluzione comune”. Ottimista, davvero. Tornando al tema della serata:
Fin dai tempi antichi la matematica è stata ritenuta la disciplina teorica per eccellenza. La sua pratica era molto diversa da quella delle scienze naturali che ne sfruttavano gli strumenti. Il metodo scientifico che combina teoria e sperimentazione, non pareva poter abbracciare anche la matematica. A partire dallo studio degli automi cellulari e dei pattern in generale, Stephen Wolfram ha cambiato tutto questo. Basandosi sul potenziarsi degli strumenti di calcolo ha costruito nell’arco di oltre due decenni di progetto ininterrotto un insieme di strumenti impareggiabile. Ha aperto la strada ad intere nuove aree di esplorazioni matematiche e metodologiche, che si stanno rivelando estremamente fertili
Questa sera alle 21 Oilproject presenta un incontro con Renzo “Leggi Cinesi” Cavalieri, professore associato presso il dipartimento di scienze giuridiche in quel di a Ca’ Foscari, sul tema del controllo e uso politico dell’innovazione: la ricetta cinese.
La ricetta cinese per il governo dell’innovazione è un mix nuovo e contraddittorio di controllo e pluralismo, censura e tolleranza, tecnodirigismo e demagogia, nel quale la Rete non è solo un fondamentale strumento di dialogo e di confronto – anche aspro – tra i cittadini e il potere, ma è anche sempre più spregiudicatamente utilizzata come veicolo di consenso e di legittimazione e come palliativo per sedare gli effetti di un profondo deficit democratico. Alcuni recenti casi di cronaca, sebbene molto diversi tra loro, rivelano tutti un’interazione senza precedenti tra le funzioni istituzionali dello stato e la net-opinion e sembrano indicare le linee di un modello di sviluppo sociopolitico assolutamente inedito.
Gran bella notizia: il DNS pubblico targato Google. Non solo! Si accompagna alla possibilità di utilizzarlo liberamente per qualche ping di controllo. Liberamente. Con un livello di servizio da Google. Con un indirizzo spettacolarmente semplice: 8.8.8.8!
farmando@casa:~$ dig @8.8.8.8 quasidot.com
; <<>> DiG 9.6.1-P1 <<>> @8.8.8.8 quasidot.com
; (1 server found)
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;; Got answer:
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 29740
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quasidot.com. 14400 IN A 208.97.176.150
;; Query time: 560 msec
;; SERVER: 8.8.8.8#53(8.8.8.8)
;; WHEN: Thu Dec 3 23:44:50 2009
;; MSG SIZE rcvd: 46
Questa sera alle 21 Oilproject propone un incontro con Alberto Cottica sul tema Wikicrazia – Costruire e usare il governo user generated. Alberto “Contrordine compagni!” Cottica è project manager presso il Ministero dello Sviluppo Economico e responsabile di Kublai. Fisarmonicista, è uno dei fondatori dei Modena City Ramblers e dei Fiamma Fumana.
Perché le politiche pubbliche non funzionano? Tutti abbiamo esperienza di rotonde inutili, antichi palazzi restaurati con grande dispendio di denaro e intelligenza e poi lasciati inutilizzati, sprechi e inefficienze. Questi problemi sono dovuti ad una cronica crisi di attenzione sempre più grave in una società dai bisogni sempre più complessi. Ora però le cose potrebbero cambiare, grazie al potenziale che internet ha di coordinare efficacemente un gran numero di contributi individuali in una specie di intelligenza collettiva. Nel mio intervento presento un quadro delle esperienze più interessanti di “we-gov” a livello mondiale, e provo a immaginare come sarebbe il mondo se queste esperienze dovessero diventare la regola nelle pubbliche amministrazioni.




