Signs of Spring – The Big Picture – Boston.com
anche se i prossimi giorni non sembrano promettere benissimo in quel di Helsinki…
Signs of Spring – The Big Picture – Boston.com
anche se i prossimi giorni non sembrano promettere benissimo in quel di Helsinki…
Una delle cose che più mi mancano in Chrome, oltre ad una dignitosa gestione dei feed RSS, sono le estensioni. Stanno comparendo le prime, da provare sulla versione beta. Andrea “Tao” Baresi ha iniziato proprio da quello che più mi preme: l’eliminazione della pubblicità. Sembra persin facile!

ghost in the machine: Jimi Hendrix out of cassette
Javascript itself, as a format, is free, and use of Javascript in a web site is not necessarily bad. However, as we’ve seen above, it also isn’t necessarily ok. When the site transmits a program to the user, it is not enough for the program to be written in a documented and unencumbered language; that program must be free, too. “Only free programs transmitted to the user” must become part of the criterion for proper behavior by web sites.
Comprensibile. Anche condivisibile. Terribilmente difficile.
WordPress: lo standard de facto. Adesso anche nella windows web gallery.
Le soluzioni di storage online sono tanto affascinanti quanto utili. Mi piace avere a disposizione alcune informazioni indipendentemente dal luogo in cui mi trovo, o dal terminale che utilizzo.
Si tratta di tecnologie che sono comunque agli esordi e che prestano il fianco a mille critiche e perplessità. I casi non troppo recenti di Mediamax e altri, o quello di Carbonite stanno lì a dimostrarlo. Nel primo caso i dati si persero tra le nuvole, nel secondo caso c’è un’accusa specifica ad un fornitore che rimbalza i problemi al mittente. Intanto però LaCie si compra Wuala (che mi piace per via della possibilità di avere più spazio disponibile per sé offrendone di più agli altri) e difficilmente farei a meno di Dropbox o certi servizi di Google (aspetto sempre il Google Drive anche se Gladinet mi rende più tranquilla l’attesa).
Mica tanto la ribellione delle macchine. Eppero’ pare che un gran numero di router siano stati riuniti in una simpatica botnet. E’ il primo caso, probabilmente, di una botnet composta da simili apparecchietti domestici.
Il bello è che il tutto è reso possibile da una serie di fattori che comprendono necessariamente l’errore umano:
Qui i dettagli ed un paper. Pare che la botnet non sia più operativa ma di certo questa tecnica è destinata ad essere ripresa e riutilizzata. Quindi: non lasciate strumenti di amministrazione accessibili all’esterno, usate una password dignitosa e aggiornate il firmware se e quando possibile.
Pare che dietro a quello che è da qualche mese il malware più citato della blogopalla e dell’orbe terraqueo non si celino oscuri desideri di dominare il mondo sovvertendo l’ordine costituito ma semplicemente una cricca di biechi spacciatori di finti antivirus ed amenità consimili. Dico pare, e ci spero un po’.
Quel che è certo è che se il primo aprile il pesce si rivelerà pessimo allora ne vedremo delle belle.
La Deep Packet Inspection è una tecnica che consente di analizzare il contenuto di una comunicazione in transito su di una rete IP. Lo scopo è quello di prendere delle decisioni in merito: far passare o meno quel pacchetto con quel determinato contenuto? Se immaginate di aver posizionato un firewall o un IDS davanti ai vostri server lo scopo sarà quello di evitare che contenuti pericolosi li possano raggiungere, perché ci sono anche contenuti che possono fare molto male ai vostri server e voi lo sapete.
Quello che succede invece è che qualche simpaticone ISP abbia deciso che la banda non è abbastanza (ok, lo si diceva anche quando si parlava di contenere le firme dei messaggi sotto un certo numero di caratteri) e che quindi vuole decidere cosa far passare a seconda dei contenuti in transito. Questo non è bello: ad un ISP chiedo di trattare tutto il traffico alla stessa maniera, chiedo che la rete sia neutrale. Cosa succede se un ISP decide di diminuire le performance del traffico che gli genera meno guadagno? Che penalizzerà i servizi VoIP free a scapito di altro, ad esempio.
Se ne parla tanto ma questo paper di freepress vale una lettura.
Fai delle fotografie che pensi si possano vendere? Un elenco di 8 siti adatti allo scopo fatto da quelli di makeuseof.