Dec 102008
 

Google continua a sfornare novità. Alle volte mi piacciono di meno (i temi per GMail, ad esempio) alle volte di più (il restyling di Google Reader mi pare riuscito ed efficace). Quando annunciano la todo list per GMail mi viene da chiedermi che ci sia di male con il gadget di remember the milk (che oltreutto è pure ben integrato in GMail) ma a caval donato… eppoi con il buon lavoro che hanno fatto sulle API per i grafici online pare brutto lamentarsi sempre, anche se un gestore di liste / task lo avrei visto molto meglio integrato nel calendario no?

La novità delle novità è il Native Client. E’ tutto da capire e verificare ma pare proprio qualcosa di grosso, che pare andare ben al di là di flash e simili. La sensazione è che il mondo dentro al browser stia diventando sempre più complicato e sempre più difficile da mantenere sicuro (non che sia una grande novità: basta pensare quanto sia complicato capire cosa faccia davvero un’estensione di firefox).

Di certo il trittico Google Gears + Chrome + Native Client (in rigoroso ordine di apparizione) promette di aprire prospettive interessanti per tutti: qui alcuni demo. Il Google OS potrebbe essere diverso da quello che si immaginava, ma pur sempre basato su di un browser.

 

E così pensavi che la censura fosse un problema dei regimi totalitari e che il simbolo ne fosse il grande firewall cinese, la grande muraglia digitale costruita con le tecnologie occidentali (perché il mezzo non è né buono né cattivo, perché se comprano noi vendiamo che è il nostro mestiere no?).  Al limite ci si spinge, con rispetto parlando, ai paesi arabi, ammiccando all’integralismo di matrice religiosa.

Magari pensavi che le lamentele sulla censura di internet in Italia fossero qualcosa di eccessivo, da zelanti integralisti, o forse da pasticcioni che poi in qualche modo rabberciano.

Questa volta invece scopri che la censura in salsa d’Albione esiste da un decennio, funziona abbastanza bene e te ne accorgi solo perché qualche giornale riprende con un certo rilievo la questione di wikipedia censurata per via di una copertina di un disco di trenta anni fa. Scandaloso, vero?

Io la storia l’ho letta da md, poi ho visto il diagramma pubblicato da BoingBoing e insomma, anche se la questione pare rientrata non è che abbia sentito molte discussioni intorno al tema censura in sè.

Mi chiedo: chi può decidere che una pagina è da censurare? e in Italia? chi valuta quali siano i mezzi efficaci per porre in essere tali decisioni? perché quando si arriva ad una decisione del genere si blocca una pagina di wikipedia, che oltre tutto non si limita a pubblicare l’immagine controversa ma spiega pure il contesto relativo? e tutto il resto?

Magari i sistemi di censura funzioneranno anche meglio di quanto non si possa immaginare ma di certo sono gestiti in modo quanto meno discutibile, ammesso e non concesso che siano accettabili. Sulla situazione italiana vale la pena rivedere l’intervento di Matteo Flora a Infosecurity 2007.

 

Interessanti novità per Netvibes, che da un lato rende più flessibile la gestione dell’aspetto delle pagine e dall’altro introduce una serie di funzionalità utili per sfruttare al meglio i feed RSS. Maggiori informazioni qua, ma vale la pena perderci qualche minuto.

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