Proprio mentre scrivo queste note è in corso (o appena terminata) la prima lezione di oilproject: Start-up e modelli di business nell’Era della Conoscenza (a cura di Antonio Bonanno).

Non mi sarebbe dispiaciuto seguirla visto che prometteva bene:

Nella definizione di una strategia per un progetto web, le prime cose che devono essere decise sono certamente due: lo scopo che si vuole raggiungere, e il modello di business che sosterrà l’impegno. Il difetto della prima ondata di imprenditorialità web, infatti, è stato proprio quello di prescindere completamente da modelli di business e metriche, concentrandosi solo ed unicamente sul prodotto e su analisi quantitative dei risultati: “get big or get lost” era uno dei motti in voga nella Silicon Valley di fine anni ’90, che hanno portato al fallimento un modello economicamente insostenibile, e alla nascita di nuovi e più efficaci modelli che sono oggi alla base della rivoluzione del Web 2.0.

I modelli di business principali che andremo ad analizzare, sono: “Free”, “Free to use, pay for related service”, “Freemium”, “Freedom to pay”, “Nothing free”.

Per sapere come funziona il sistema: qui. Potete consultare il calendario e magari prepararvi per la lezione sulle applicazioni avanzate del GPS in ambito escursionistico a cura di Lorenzo Perone. Conosco almeno un paio di persone che potrebbero essere interessate…

 

Quick.as

Quick.as e’ (un altro) servizio di start page. Qui non si aggrega. Qui c’e’ solo un modo molto veloce per fare ricerche (non solo su Google) e mantenere qualche link per andare velocemente dove si vuole. Personalizzabile. L’immagine di sopra dovrebbe corrispondere a quello che si trova su quasi.quick.as, anche se al momento non pare rispondere esattamente come promesso nelle FAQ.

 
© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha