AnnaIkea è un’azienda che, per quanto mi riguarda, fa bene il suo mestiere. Quando ho sentito l’annuncio di Anna, la loro assistente virtuale, mi è anche piaciuta la cosa. Nonostante certi vezzi da antico luddista mi piacciono queste cose, per esempio interagisco con Sandy, che mi permette di vincere la mia renintenza a tutto ciò che è GTD ed integra splendidamente quel po’ di caos che sono i miei calendari e le mie agende.

Tutta questa premessa per dire che quando Giovanna mi ha visto in difficoltà di fronte alla configurazione dei possibili nuovi letti per Alessandro e Alice e mi ha consigliato di interpellare Anna, ben istruita dalla comunicazione Ikea, mi ci sono messo di buzzo buono. Alla fine ho formulato la domanda nel modo più semplice, chiedendo se fosse disponibile un piano da lavoro sotto il letto a soppalco tromso.

Quella simpaticona di Anna ha reagisto in malo modo “Questa conversazione sta prendendo una brutta piega!” e ricordandomi che lei era qui (ma dove?!) “solo per rispondere alle tue domande sull’Ikea“. Intanto penso che le reprimende vengano meglio in terza persona e se mi avesse dato del lei mi sarei risentito meno ma a questo punto un sistema del genere a cosa serve? E’ una sottospecie di motore di ricerca, neppure troppo efficace, e privo della sola funzionalità – per altro sbandierata altrove – che potrebbe essere utile: la capacità di offrire risposte pertinenti e puntuali tipica di un essere umano. Ho provato più volte tra le 9 e le 18 ma non sono mai entrato in chat con un essere umano. Dommage.

 

A great deal of what is happening on the web is the reinvention of the practices of publishing, not creating an alternative to them, but recreating them, reinforcing them

Quando Tim ci si mette è piuttosto chiaro. E vale la pena leggersi tutto il ragionamento che parte da Wikipedia per allargarsi fino a questa chiosa. C’è bisogno di tecnici che conoscano la materia e di editor che conoscano l’arte della scrittura. Soprattutto c’è bisogno di fare in modo che collaborino.

 

Dataportability.org

give me my data back.

[ via Gaspar ]

 

Free Foud

Ieri seguivo la storia di Fouad via Techmeme e pensavo, con quel filo di cinismo che mi piace tanto, che oggi avrei avuto il post bell-e-pronto con tanto di bannerino. Cosi’ quando questa mattina ho visto il post su piovono rane ho pensato che qualcuno avesse fatto il banner e stavo gia’ sentendomi buono e democratico assai. Il bannerino pero’ non punta al sito che immaginavo, e mi ha costretto a pensare cosa fare… cosi’ mi sono trovato a riflettere sul fatto che: l’Arabia Saudita non è una democrazia, il blog di Fouad è animato da altri in suo nome. Capperi! Questa e’ democrazia applicata: per una voce messa a tacere (mi auguro temporaneamente) ne sorgono altre che portano avanti il discorso. Questo e’ anche un bel modo per aumentare l’autostima del blogger medio…

Per farci sentire (dai commenti al post di piovono rane):

  1. usiamo il fax! ha scritto:
    Ministero dell’Informazione e della Cultura
    http://www.saudinf.com/
    [email protected]
    Nasseriya Street, Riyadh 11161
    Tel.: +966-1-401.44.40/ 401.34.40
    Fax: +966-1-402.35.70
    Jeddah: +966.2. 644.52.22
    Ministro: S.E. Dr. Fuad Abdul Salam bin Muhammad Al-FarsiAmbasciata dell’Arabia Saudita – Sezione Consolare:
    Via Pietro Raimondi, 14
    00198 ROMA
    Tel. 06-8840807/8551641
    Fax: 06-8558658
 

Leggere, meditare. Cosi’ apriamo l’orizzonte rispetto ai problemi della data retention… e finiamo per deprimerci un altro po’.

 
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