[ via Carletto Darwin ]

 

Capita che un PC dedicato ai miei scarsi sollazzi in ambiente linux decida di dedicarsi ad altro. Capita che per puro caso riesca ad acquistare un PC praticamente nuovo con CPU a 64bit, cosa che da tempo speravo di poter provare in casa. Tutto ciò fa capire immediatamente come il rischio di contrattempi ed inutili complicazioni sia praticamente 1.

Infatti ne ho combinate di tutti i colori, con la parziale scusante dell’ora tarda in cui normalmente mi dedico a queste faccende. Prima ho cercato di far ripartire linux dai dischi su cui si trovava. Peccato che il passaggio da una CPU a 32bit ad una a 64bit non sia ininfluente. Capito l’arcano ho deciso di sperimentare il boot da chiavetta USB. Dopo qualche difficoltà sono riuscito a creare una chiavetta USB avviabile, sperimentandola con successo sul laptop. Con CPU a 32bit, ovviamente… Nel frattempo ero riuscito a verificare che il PC funzionava perfettamente avviandolo con diverse distribuzioni live. In uno sprazzo di lucidità ho deciso che avrei anche potuto installare la distribuzione live che stavo usando (Ubuntu 7.10). Fatto. Riavviato il PC. Grub mi dice errore 17. Panico. Ricerca su Google. Sei un pirla: non hai spiegato al boot loader che stava cambiando qualcosa. Poco male: riavvo da CD, cambio due cose nella device.map di grub e sono a posto… peccato che non abbia funzionato e siano iniziati curiosi errori a catena. Alla fine trovo in prestito un lettore di CD esterno con connessione USB. Che però risulta avere lo sportello bloccato. Sostituisco il drive. Avvio. Ancora errori. Sempre con Google a fianco ricomincio a cercare di capire quale fosse il problema, perdendomi in meandri sempre più indeterministici. Finivo intrappolato nella busybox senza apparente ragione…

Questa mattina ho visto la luce: ho cambiato il cavetto USB che connetteva il drive al PC e tutto è ripartito. Forse se avessi avuto meno informazioni l’avrei fatto prima. Una volta il mio mantra preferito era l’ottanta per cento dei problemi di rete si risolvono cambiando il cavo. Ed io continuo a divertirmi perdendo tempo dietro ad altri problemi.

 

Questo post avrebbe potuto intitolarsi anche \f, ma temo che sarebbe stato altrettanto criptico come titolo. Significa: page break o form feed. Dopo un po’ di esperimenti avrei voluto un bel… salto pagina. E poi ricominciare.

L’esperimento del quick-posting non mi è affatto dispiaciuto. Lo trovo interessante perché sono convinto che un tumblr sia un blog. A tutti gli effetti. Avrei voluto trovare un modo per rendere più omogenei i post volanti, magari integrando qualche breve commento, come si può fare in un tumblr, senza però snaturare troppo il blog (sempre che questo blog abbia qualche segno distintivo oltre all’autore). Insomma, forse qualcosa di simile a phonkmeister, ma completamente gestito. Qualcosa che intervallasse le più frequenti citazioni con qualche articolo o nota più ragionata. Non ci sono riuscito. Avrei forse dovuto intervenire sul layout della pagina e delle categorie, addentrandomi in temi che mi richiedono molto tempo per via della scarsa dimestichezza e poca frequentazione. Avrei comunque dovuto postare qualcosa. Non l’ho fatto.

Il tempo è sempre poco. La voglia di tenere in piedi questa baracca immutata. Adesso sto pensando se disabilitare il plugin che fa molto iperspazio 99 e magari ricominciare a togliere… fare pulizia.

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