Ieri scrivo in fretta due righe su qualche segno di cambiamento. Era successo infatti che, chiaccherando un po’ con le persone dell’ufficio marketing (adoro le funzioni aziendali di cui mi sfugge tutto!) viene fuori il discorso virtualizzazione. Dev’essere un argomento caldo. Si sono documentate: et voila tre fogli A4 con la stampa di un vecchio post di Andrea Beggi. Io mi stupisco. Intanto perché vedere un blog su carta fa uno strano effetto. Poi perché mi viene detto che quel post è meglio della voce di Wikipedia, tanto che… si capisce! Non ricordo bene come sono uscito dalla situazione ma so che, forse per gioco, ho buttato li’ il link a leeander. E tanto per non smentirmi ho utilizzato un’immagine cara ad Alberto: quando lo leggi pensi di guardare il telegiornale del 2020. La provocazione voleva essere del tipo: già che ti occupi di marketing segui i blog in tema (immancabile l’incursione sulla tastiera per mostrare le 7t di minimarketing, chapeau a dotcoma che saccheggio spesso e volentieri).
Il tutto non sarebbe altro che la cronaca di pochi minuti di ordinaria vita lavorativa, dai quali si evince che non mi dispiace abbandonare la mia postazione transitando altrove e cogliendo ogni pretesto per distrarre i bravi lavoratori dalle loro quotidiane incombenze. Quello che mi ha invece sorpreso è stato il fatto che dopo aver sentito parlare di blog in azienda in modi preoccupanti per il travisamento del mezzo mi sono trovato con un blog, eccellente e molto noto, considerato piu’ autorevole di Wikipedia. Davvero autorevole. Davvero comprensibile. Non male. Poi pensi di provocare inviando il collegamento a delle slide che accompagnano un talk ad un evento cui non te li immagini e no, ci vanno eccome. Intanto scopri che seguono anche i blog dei colleghi di cui conoscono l’attitudine in proposito e… la sensazione che il cambiamento non sia solo nella testa di pochi autoreferenziali c’e’.
Piu’ chiaro? Sperem!
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una interpretazione economica della metafisica e su un metodo di ricerca che si fonda sul contributo di due illustri lampadieri: Martin Heidegger e Jacques Derrida
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Il volume, uscito il 23 ottobre 2007 e impreziosito dalla prefazione di Stefano Bartezzaghi, raccoglie ottocento fincipit, frutto della dissacrante ironia di una moltitudine di blogger e navigatori.
Quando in un’azienda piuttosto rigida ed old-style senti parlare a piu’ riprese di blog. Quando dal marketing esibiscono trionfanti la stampa di un post di Andrea Beggi (perche’ vogliamo capire che cosa sia la virtualizzazione e questi blog sono meglio di wikipedia, dicono – urka!). Quando per tutta risposta gli mandi un post di leeander e scopri che ci andranno. Quando tutto questo lo scrivi dall’ufficio sul tuo blog avendolo preannunciato… non rimane che preoccuparsi, e tanto, per gli inevitabili danni che succederanno.
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Ho appena visto finire il GP. E’ il primo Gran Premio di Formula 1 che vedo (seppur parzialmente nella stagione). La cosa divertente è che mi fa piacere per Carletto Darwin riciclatore di motti come “campionato finisce, quando arbitro fischia” o dello slogan “kimi ama non molla” che ho allegramente fatto miei.



