Microsoft ha pagato un bella cifretta per entrare con una piccola quota in Facebook. Questo ha scatenato una certa mole di riflessioni sul valore di Facebook e sulla presunta vittoria di Microsoft. Non è che Microsoft o Google faccia qualche differenza, inoltre la valutazione che ne deriva di Facebook è priva di fondamento.

Le trimestrali di Amazon, Apple, Google e Microsoft mostrano risultanti eccellenti. Tanto da ridisegnare, almeno in parte, i rapporti di forza tra i vari giganti. Sempre piu’ interessante la posizione di Apple che una valutazione corrente di circa 150 miliardi (Google e’ intorno ai 200) e segna ricavi pari a 4,4 miliari (Google sta a5,5). Mi viene in mente il signor Dell e la sua promessa di restituire i soldi agli azionisti se l’azione Apple avesse raggiunto il valore di quella Dell. Valore ampiamente doppiato direi.

Il parco giochi di Google, quello dove sperimentano un po’ quello che non gli è concesso di provare su di una home page che non può essere toccata se non marginalmente, ha una versione flash in cui le anteprime delle pagine web sono fornite da snap. Curioso.

 

La vicenda di Comcast che inizia a filtrare il traffico (probabilmente con sandvine), bloccando bittorrent e provocando anche danni collaterali non indifferenti (tipo creare problemi al traffico Lotus Notes, mica un p2p piratesco!) ha avuto una notevole eco. Giusto. La questione è particolarmente rilevante sotto il profilo della neutralità della rete (spiluccate il blog di quintarelli se la cosa vi sembra poco importante).

Quello che non vedo altrettanto in evidenza è il fatto che si sta ripetendo la storia del rootkit Sony in termini di comunicazione.  Non vi pare?

 

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