Oct 232007
Quando in un’azienda piuttosto rigida ed old-style senti parlare a piu’ riprese di blog. Quando dal marketing esibiscono trionfanti la stampa di un post di Andrea Beggi (perche’ vogliamo capire che cosa sia la virtualizzazione e questi blog sono meglio di wikipedia, dicono – urka!). Quando per tutta risposta gli mandi un post di leeander e scopri che ci andranno. Quando tutto questo lo scrivi dall’ufficio sul tuo blog avendolo preannunciato… non rimane che preoccuparsi, e tanto, per gli inevitabili danni che succederanno.
8 Responses to “Qualcosa cambia”
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E lasciamelo dire, IO L’AVEVO DETTO! :-)
Era il 1999, di blog non si parlava ancora, eppure…
http://www.antoniotombolini.com/cambiait.html
Io, a differenza di Antonio, non l’avevo detto. Ma ora dico basta! Basta buttar giù quella robaccia che fa male (e ti fa scrivere certe cose).
Intanto e’ tutto vero e sono preoccupatissimo dall’uso che possono fare certe persone delle informazioni. Iniziero’ a pensare che security via obscurity possa essere *la* soluzione :-)
Ciao, f.
Addendum: sono un fanatico del cluetrain manifesto ;-)
Mi vanto anche di una corrispondenza con Rageboy che seguo tuttora con gran piacere :-)
ciao, f.
Raga, sarò stupido io, ma a me pare ermetico il post qui sopra. NON ho capito e mi piacerebbe leggere un post piu’ lungo ed articolato. Sempre che voi abbiate voglia di far partecipare altri alla discussione. :)
E dici bene, Francesco. Perché spinta dall’irrefrenabile entusiasmo generato dal pensiero di aver assimilato – l’avrò fatto ? – il concetto di virtualizzazione, dò libero sfogo a questa energia e decido di rivoluzionare il testo, triste e francese, di una newsletter … La virtualizzazione vista da chi ha capito ieri cos’è… I clienti mi perdoneranno.
Ahi ahi, cara Fede… riporto dall’Accedemia della Crusca (http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4016&ctg_id=93):
“Scrivete do (prima persona del presente indicativo di dare) e soprattutto sto (prima persona del presente indicativo di stare) sempre senza accento: “Ti do ragione”, “Sto qui ad aspettarti”. Qualcuno mette l’accento sul verbo do, per distinguerlo dalla nota musicale: ma nessuno confonderebbe questi due do, così come nessuno confonde i due re!”
Ehm… grazie!