Sep 152007
 

Nonostante quello che aveva ribadito a piu’ riprese (abbiamo abbastanza soldi per fare causa a mezzo mondo) adesso SCO chiede la protezione del Chapter 11. Insomma: fallimento. E adesso i soldi che Novell voleva da SCO li otterra’ da Microsoft?

Sep 152007
 

AOL sbarca in Italia. Volete un indirizzo @aol.it con spazio illimitato e solo accesso webmail? Allora registratevi su www.aol.it. Non ho attivato l’instant messenger (per ovvi motivi) e continuo ad avere qualche perplessita’ leggendo le traduzioni in italiano ma suvvia… e’ gratis. Ed e’ sempre bene avere qualche indirizzo email di riserva disponibile…

Vs. quasidot chiocciola aol punto it.

 

Ci sono. Poco, pero’ ci sono. In compenso Luca e Roberto hanno ripreso a scrivere ed hanno molte cose da dire. Io intanto prendo appunti e penso che dovrei aggiornare il GProject, qualcuno ha voglia di dare una mano?

 

Ieri e’ stato il giorno del RomagnaCamp. Mi piacerebbe sapere cosa si sia sviluppato intorno agli argomenti preparati da Nicola Mattina.

Pavarotti morto ha fatto ancor piu’ notizia che da vivo.  Spiluccando velocemente tra i feed ho trovato due post che secondo me meritano: Ohime’ e non danzero’ mai piu’ (geniale e meraviglioso allo stesso tempo)  e All’alba moriro’. Un buon motivo per amare i blog senza dover spendere troppo la parola conversazione.

Google ha stupito tutti: adesso e’ possibile fare ricerca anche dentro Google Reader. Strano vero? Quasi quasi mi ribaltavo a pensare l’eco di un simile annuncio dentro techmeme e qualche altro aggregatore.

Apple ha lanciato dei nuovi iPod. Il touch e’ qualcosa che incomincia a piacermi molto, anche se e’ tutto da verificare che come browsing machine mantenga le promesse. Intanto ha anche tagliato di 200$ il prezzo della versione telefonica dell’iPod, facendo imbestialire chi ha gia’ versato il proprio obolo al dio della tecnologia di mercato. Io continuo a non essere interessato a telefoni che non servano a telefonare (o ai nuovi servizi tipo Ovi di Nokia) e potrei fare un’eccezione solo per quel GPhone di cui si parla senza che nessuno ne sappia gran che.

Ieri e’ stata l’apoteosi mediatica di Beppe Grillo “il censurato”. A fronte di un simile can-can non ho potuto evitare di fare una capatina alla fonte per leggere meglio il manifesto. Sono a dir poco perplesso. La giornata ruota intorno a tre richieste:

  • No ai parlamentari condannati; richiesta anche comprensibile ma intanto non mi piace l’idea che, ad esempio, si mettano nella stessa cesta i giornalisti che hanno subito una condanna in primo grado per diffamazione ed i parlamentari condannati per corruzione e poi mi chiedo dove sia finita la presunzione d’innocenza…
  • No ai parlamentari di professione; a me puo’ anche non piacere un certo sottobosco politico ma via… l’esperienza contera’ qualcosa? avremo anche avuto qualche valido professionista della politica no? Boh…
  • Elezione diretta; vabbeh: rivuole la preferenza (d’accordissimo) ma almeno non confondiamo le cose… eppoi… non sarebbe piu’ interessante una via di mezzo in cui le liste sono determinate attraverso le primarie? mah…

Il tutto bravamente inserito in una proposta di legge d’iniziativa popolare, il modo piu’ sicuro per essere certi che non succeda nulla o quasi (insomma: vogliamo fare delle modifiche alla Costituzione per legge ordinaria e lo facciamo con uno strumento che non pone nessun vincolo di tempo e di esame al Parlamento!).

Se non fosse che immagino che sappia farsi molto bene i conti in tasca lo sospetterei prossimo ad un futuro alla Di Pietro, con in tasca uno zerovirgola di voti…

 

Che lo stato della compagnia di bandiera non sia dei migliori e’ cosa nota. Personalmente non ho particolari motivi di lagnanza ma non sono certo un vero frequent flyer. Spesso non capisco l’atteggiamento autolesionista dei dipendenti Alitalia ma quello che capisco meno sono le iniziative al limite del ridicolo come le guide che sarebbero redatte da giornalisti con conoscenza della cultura del posto, ma un po’ meno del posto stesso.

Prendete quella di Milano: il sito internet sarebbe milanoinfotourist dot com e la stampa locale annovera Hello Milano, Milano Mese e Easy Milan. Per fortuna che ci sono ancora le “osterie semplici di quartiere dove ancora si possono fare pranzi lunghi a base di ossobuco o risotto alla milanese“. Poi prendete quella di Bologna e scoprite che il primo dei tre siti internet riportati è quello del Comune di Bologna ed il primo dei giornali è il Resto del Carlino. Peccato che poi compaiano – tra gli altri – anche La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa ed il Sole 24 Ore…. anche quella di Roma non è meglio come informazioni.

Ma chi glielo fa fare?

P.S. Il titolo è un omaggio indiretto a Rocco Barbaro che fu convocato insieme a me perche’ eravamo gli unici due ad aver fatto il check-in prima di un cambio di aeromobile (cosi’ dissero) e quindi fummo spediti in coda all’aereo… il suo commento suono’ “per dirla con una parola sola ah…litalia!” e mi strappo’ un sorriso.

Sep 032007
 

Questo è un hacker: capace di fare un supercomputer da 26 Gflops con circa 2500 dollari (un anno fa, oggi la meta’). Capace di pensare che l’uso sia portarlo in giro per le scuole, per far scoccare quella scintilla di curiosita’. Se rimanete delusi scoprendo che non si tratta di un ragazzino brufoloso e disadattato ma di un professore universitario allora vuol dire che utilizzate il termine hacker nel modo sbagliato dei nostri giornali.

Per avere un’idea di cosa significhino 26 Gflops basti pensare che 10 anni si parlava parecchio di Deep Blue, un supercalcolatore costruito ed istruito da IBM, capace di rivaleggiare con Kasparov, all’epoca campione del mondo di scacchi. Quella macchina era capace di 11 Gflops. Pochi anni fa in un’altra Universita’ statunitense e’ stato sviluppato un supercalcolatore fatto con qualche decina di PS/2 (si, la console per giocare!) che e’ nettamente piu’ veloce ma anche decisamente piu’ costoso. In entrambi i casi comunque il sistema operativo e’ Linux…

[ via Findory ]

 

Pare che i giudici stiano incominciando a spiegare alle Banche che sono responsabili quando non provvedano “con strumenti idonei, a garantire la sicurezza contro eventuali manomissioni”. Si parlava di un servizio Bancomat ma Daniele guarda subito, e giustamente, al mondo online.

 

Questa è notevole: Google ha raggiunto un accordo con alcune agenzie (le maggiori: AP, Reuters, etc.) per pubblicare i loro contenuti con il loro logo direttamente su Google News. Come utente non puo’ che farmi piacere raggiungere subito la versione originale di una notizia prima che venga ripresa e piu’ o meno rimaneggiata da decine di altre testate. Per ora sono coinvolte AP, France-Presse, Canadian Presse, Press Association (UK). Non si conoscono i dettagli finanziari ma si sa che la pubblicazione mettera’ in bella evidenza il logo dell’Agenzia.

Mi piacerebbe capire se in questa mossa ha prevalso il desiderio di sfoltire il numero di duplicati della stessa notizia oppure il passato litigioso con alcuni giornali che ritenevano violato il proprio diritto d’autore. Se fossi un cliente di queste agenzie non saprei bene cosa pensare: di certo sarei preoccupato della quantita’ di traffico che non vedro’ piu’ arrivare da Google News….

Suggestivo il fatto che succede mentre Apple e NBC abbandonano l’accordo per la pubblicazione delle serie TV su iTunes.

 

Il BlogDay e’ andato. Pero’ rimediero’, come solito, segnalando qualche blog davvero interessante.

© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha