Mar 032007
 

eSnips è un fornitore di servizi di storage on line che offre anche funzionalità di social network (fotografia, pittura, poesia…). Da questa settimana hanno portato il limite dello spazio disponibile gratuitamente da 1 a 5 Gb. Quello che mi piace rispetto ad altri è il fatto che è possibile aprire un account senza dover fornire quantità spropositate di informazioni personali, anche se poi è sempre possibile integrare il proprio profilo persino con una presentazione audio o video!

Utilizzato con l’applicazione (solo Windows, mannaggia!) permette di fare molte cose interessanti (come salvare pagine o porzioni di pagine web, screen capture, etc.) distinguendo tra cartelle e file pubblici o privati. E’ possibile anche pubblicare file o cartelle solo per un gruppo selezionato. Aggiungete il supporto dei tag e qualche altra funzionalità più o meno utile (il registratore audio, o il marketplace ad esempio) ed avete un signor servizio web 2.0.

Mi piacerebbe molto poter aprire direttamente i file con certi servizi online (penso a Google doc piuttosto che Zoho) ma forse è un po’ troppo per ora.

Nella mia personale classifica di servizi di storage on line hanno sicuramente scalato un po’ di posizioni. Per i piu’ curiosi tengo sempre pronti box.net ed inbox.com. Meno frequentemente accedo a Omnidrive e Mediamax (che vanta un bel 25 Gb di spazio ma con limitazioni sgradevoli all’uso di banda nel periodo). Se siete alla ricerca di servizi del genere non mancate di dare un’occhiata alla sempre valida lista pubblicata da Techcrunch.

 

Eben Moglen è un pittoresco leguleio nordamericano che ha collaborato a più riprese con la Free Software Foundation, per conto della quale gestisce anche una benemerita iniziativa come il Software Freedom Law Center.  Se preferite la versione beneducata allora vi dico che è professore di diritto alla University of Columbia. In un mondo nel quale un modello di business plausibile è portare gli altri in tribunale a discutere di qualche brevetto od altra proprietà intellettuale il ruolo di questa persona è benemerito, soprattutto in considerazione dello sforzo fatto per proteggere chi sviluppi secondo modelli “open”.

Un soggetto analogo anche se meno pittoresco è Lawrence Lessig che ha molto a cuore il suo “Center for Internet and Society” – da cui è nato il “Fair Use Project” – ed ha un ruolo importante in Creative Commons. Una personalità particolarmente interessante ed influente, insomma.

Eppure pensando ai finanziamenti di IBM ed altri che arrivano al laboratorio di Moglen mi viene qualche fastidioso prurito. Certo che c’è un costo in queste cose ma farsi finanziare proprio da IBM (che rimane depositaria di una quantità enorme di brevetti!) non è bellissimo. Lo stesso Lessig ha appena ricevuto da Google 2 milioni di dollari per le proprie iniziative. Google fa benissimo a finanziare le attività di Lessig ma di nuovo qualche perplessità sulla libertà di azione di Lessig, a fronte di certe cifre, viene… io sono convinto che il mondo dei giornali che combatte a suon di copyright e diritto d’autore contro Google News non abbia capito nulla di come funziona Internet però… la cosa comunque non mi piace poi tantissimo…

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