Grazie a Luca leggo questa newsletter sul mondo iSeries (oh yes! i buoni vecchi sani AS/400). Non vedo nulla di male nel mettere in allerta chi si avvicini alla virtualizzazione in questi ambienti in ordine ai rischi che si corrono facendo le cose senza pianificarle e pensarle per bene. Non mi tornano pero’ alcuni ragionamenti:

  • Aumento del consumo energetico:  una CPU al 100% consuma di piu’ di una al 50%, e va bene; ma se l’ambiente è virtualizzato una CPU al 100% consumerà di più o di meno di n CPU al n/100?
  • Gestione e monitoraggio dell’ambiente più difficile: vero, ma soltanto per il fatto che abbiamo un ambiente in più da monitorare, mica che il resto si complichi a dismisura…
  • Backup più lunghi: l’assunto è che si debba rinunciare ai backup incrementali per fare un backup full del file contenente l’ambiente virtualizzato; perché? Nulla mi vieta di continuare come prima o di migliorare nettamente proprio per via della facilità di gestione di un singolo file, magari su di una SAN…
  • Integrità e stabilità precaria dell’ambiente: questa è proprio detta male! Va bene che se mi schianta un server su cui ho gli ambienti virtualizzati e non ho adeguate protezioni blocco tutti gli ambienti in blocco, ma da questo a scrivere “stabilità precaria” ce ne corre…

Che poi il senso dell’articolo vuole essere: attenzione che le competenze non sono così diffuse e l’operazione può essere tutt’altro che banale e questo lo sottoscrivo comunque, in qualunque ambiente e con qualsivoglia tipo di processore…

Feb 142007
 

Ci sono delle notizie che sembrano strillate apposta per finire dritte-dritte nelle presentazioni che sponsorizzano servizi di “messa in sicurezza“. Oggi sono incappato in questo

Online computers are attacked every 39 seconds

che sembra pronto al caso. Peccato che leggendo poco oltre si scopre al di la’ del numero (comunque impressionante) di attacchi registrati su 4 PC con Linux e bassi livelli di sicurezza un elemento chiave sia quello di scegliere coppie di user e password un minimo sensate (pare che la combinazione root/123 o root/1234 non sia poi cosi’ sicura…). Certo che il numero di attacchi che registro su un normale PC Linux – senza particolari misure di sicurezza esposto direttamente su Internet – è decisamente più basso, di tre ordini di grandezza….

Il sempre in auge New York Times strilla invece 70% of Websites at Immediate Risk of Being Hacked! riprendendo la press release di un noto venditore di servizi di sicurezza. Per la serie numeri da paura si potrebbero estrapolare due frasi (citando la fonte NY Times che fa sempre autorevolezza e serietà):

70% of the websites scanned were found to contain high or medium vulnerabilities. [ ... ]
On average 91% of these websites, contained some form of website vulnerability, ranging from the more serious such as SQL Injection and Cross Site Scripting to more minor ones such as local path disclosure or directory listing.

 

Con qualche giorno di ritardo sul previsto è online il nuovo software (beta, beta…) di Nokia per la gestione di mappe sul telefonino. E’ un software freeware che permette di scaricare cartine e mappe, personalizzarle registrando i propri punti di interesse, condividere le modifiche oppure scaricare delle guide turistiche. Integrabile con il GPS. Interessante, anche se in assenza di un flat rate i costi diventano esorbitanti (ma è pur sempre possibile scaricare e gestire le cartine / mappe via PC).

Essendo compatibile con il modello N73 (e non tantissimi altri, per ora) chissa’ quanto ci mettera’ Luca a provarlo?

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