Grazie a Luca leggo questa newsletter sul mondo iSeries (oh yes! i buoni vecchi sani AS/400). Non vedo nulla di male nel mettere in allerta chi si avvicini alla virtualizzazione in questi ambienti in ordine ai rischi che si corrono facendo le cose senza pianificarle e pensarle per bene. Non mi tornano pero’ alcuni ragionamenti:
- Aumento del consumo energetico: una CPU al 100% consuma di piu’ di una al 50%, e va bene; ma se l’ambiente è virtualizzato una CPU al 100% consumerà di più o di meno di n CPU al n/100?
- Gestione e monitoraggio dell’ambiente più difficile: vero, ma soltanto per il fatto che abbiamo un ambiente in più da monitorare, mica che il resto si complichi a dismisura…
- Backup più lunghi: l’assunto è che si debba rinunciare ai backup incrementali per fare un backup full del file contenente l’ambiente virtualizzato; perché? Nulla mi vieta di continuare come prima o di migliorare nettamente proprio per via della facilità di gestione di un singolo file, magari su di una SAN…
- Integrità e stabilità precaria dell’ambiente: questa è proprio detta male! Va bene che se mi schianta un server su cui ho gli ambienti virtualizzati e non ho adeguate protezioni blocco tutti gli ambienti in blocco, ma da questo a scrivere “stabilità precaria” ce ne corre…
Che poi il senso dell’articolo vuole essere: attenzione che le competenze non sono così diffuse e l’operazione può essere tutt’altro che banale e questo lo sottoscrivo comunque, in qualunque ambiente e con qualsivoglia tipo di processore…


