Il giorno del de-lurking, quello in cui un blogger chiede ai propri lettori silenziosi di palesarsi, ha un senso probabilmente per i blog piccoli o medio-piccoli, come questo, molto meno per quelli molto (e ben) frequentati.

Mi e’ successo di scambiare qualche mail con persone che leggono piu’ o meno assiduamente e che mai avrei immaginato. Sei mesi fa ero abbastanza certo di conoscere pressoche’ tutti i lettori, e non ho cambiato sostanzialmente idea oggi, che i numeri sono ben piu’ che raddoppiati. Nonostante questo scopro di tanto in tanto che ci sono lettori di cui non sospetto. Mi fa piacere. Quindi, ben sapendo di rischiare un immane delusione nel caso di commenti pochi o nulli, chiedo a chi mi legge e non commenta o scrive di lasciare una traccia. Mi fara’ piacere. Se poi qualcuno preferisce mantenere il proprio anonimato nessun problema, ci sara’ una prossima occasione :-)

Se poi volete seguire il consiglio di Gaspar allora prometto visite e commenti di incoraggiamento: e’ la cosa giusta. Naturalmente l’offerta non e’ limitata alla giornata istituzionale, fate pure con comodo.

Happy delurking!

 

Luca De Biase ha scritto questo bel pezzo sul perche’ si inizia un blog. Stavo preparandomi a scrivere due righe di commento, del tipo “letto, approvato e sottoscritto”, poi ho pensato di riportare l’inizio:

Hobby. Diario. Passione. Egocentrismo. Espressione gratuita di se. Ci sono mille motivi per cominciare a scrivere un blog. Ma in genere lo si fa per lo stesso motivo per cui si discute con gli amici al bar, si leggono libri che non servono al lavoro, si frequenta un circolo per il gusto di incontrare persone interessanti. Cioè per il bisogno di vivere relazioni umane. La tecnologia dei blog ne è l’aspetto meno importante.

Insomma: e’ divertente e si creano relazioni. Io ho iniziato perché mi divertiva l’idea di provare lo strumento e volevo capirci qualcosina di piu’. Poi mi sono appassionato a tutto il resto, al fatto che ti puo’ capitare, per puro caso, di dialogare con Luca De Biase, ad esempio. Al fatto che posso conoscere “in diretta” il pensiero di alcune persone.

E quando infine qualcuno ti legge, ti cita o ti critica, beh allora si ha l’impressione di avere trovato una nuova dimensione dell’avventura sociale.

Io mi ci diverto ancora e molto, ma soprattutto a leggere.

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