Un titolone. Per dire semplicemente che quando una testata come L’Espresso decide di seguire una certa politica editoriale ed un giornalista come Fabrizio Gatti opera da par suo (e non e’ la prima volta: me lo ricordo al Corriere della Sera infiltrato nel CPT di via Corelli, poi per L’Espresso prima clandestino a Lampedusa e poi bracciante a raccogliere pomodori) allora l’uso di Internet offre un supporto eccellente al reportage e non me ne importa piu’ nulla delle discussioni sul ruolo del giornalista, del giornale o del blogger. Questa è l’informazione fatta professionalmente, mi pare. Chapeau.

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