Tu porta il dominio che al resto ci pensiamo noi. Era Google apps for your domain fino a ieri. Adesso hanno annunciato che e’ possibile procedere alla registrazione dei domini direttamente con loro. Nonostante possano, almeno in teoria, farlo direttamente in quanto registrar si appoggiano a eNom e GoDaddy. Il bello e’ che ci si ritrova con il dominio pronto all’uso e configurato per sfruttare le applicazioni G (in particolare la GMail ed il GCalendar). 10 dollari non e’ il prezzo piu’ basso di mercato e per ora supportano “solo” .com, .org, .net, .biz, .info ma considerando i 25 utenti GMail mi pare un ottimo affare (fosse anche solo per l’efficientissimo servizio antispam!)

Molto interessante.

 

Grazie a Gianugo ho avuto la possibilita’ di fare un po’ di beta-testing per il Progetto Venice (si, in principio era Kazaa, poi venne Skype). Trattandosi di una beta ero pronto ad andare a caccia di bug, piu’ che a usare il software. Oltretutto non sono un avido consumatore di video (ne’ in TV ne’ on line). Sono rimasto impressionato e spiazzato: ho girato per quasi due ore saltellando qua e la’, da un video musicale ad un pezzo della CNN ai documentari in stile National Geographic. L’interfaccia mi ha incuriosito da subito ma passati i primi minuti di perplessita’ mi sono trovato a mio agio e per nulla impacciato.

Il grosso della questione credo siano i contenuti. Per ora sono impressionato dalla velocita’ e dalla qualita’ di quello che ho visto. E’ come se uno scaricasse dei video iniziando a guardarli (senza interruzioni pur sulla mia modesta ADSL targata Tiscali!) pressoche’ subito. Solo P2P? Ho notato che ci sono funzionalità di chat e di rating ma per ora non ho approfondito l’argomento. I widget sono gradevoli e mi piace l’idea dell’aggregatore RSS.

Ci sono degli screenshot disponibili. C’e’ un post di Janus Friis, che promette contenuti ed altro gia’ nell’arco del prossimo mese. Io ho apprezzato soprattutto la citazione “the longest road in the world is that between promising and keeping” e credo che se e’ riuscito a fare un’azienda telefonica solo sfruttando la rete riuscira’ a fare una sorta di TV via satellite senza satellite, appoggiandosi alla rete.

Immagino che in questo momento gli inviti siano pochi ed al momento non posso invitare nessuno, se e quando ne avessi la possibilita’ avvisero’, non lasciate indirizzi nei commenti che e’ inutile.

 

Non c’e’ il due senza il tre. Exploit disponibile…

 

Boh ha scritto un post intitolato Fasting for Feast? Blogmap, menu di Natale e S. Silvestro e Buddha. Non e’ un semplice appello verso un approccio piu’ ragionevole alle libagioni di stagione, e’ un bel post da leggere con calma e meditare serenamente.

 

Mistero? Mistero. Capita infatti che sia venuto a conoscenza dell’iniziativa del Ministero (ahinoi) di Grazia e Giustizia di sperimentare l’invio telematico delle istanze di liquidazione delle spese. Una cosa che agli Avvocati interessa alquanto, per ovvie ragioni. Dal 2 gennaio 2007 solo utilizzando questo sistema sara’ possibile ottenere la liquidazione delle spese. Peccato che il software, pur essendo stato scritto in Java, sia utilizzabile solo su computer con Windows ed Internet Explorer. E l’avvocato che ha scelto un Mac che fa?

Non sono un programmatore eppero’ non volevo scomodare il mio JGuru di riferimento, che deve seguire altre e piu’ importanti cose. Ho dato un’occhiata quel tanto che bastava per scoprire che dentro al codice hanno cablato una cosa del tipo public static String ABS_PATH = “C:\\SIAMM_ISTANZA\\”;. E poi ti chiedi perche’ non funziona con i Mac o con Linux… Ho controllato due volte l’orologio, per verificare l’anno. Ora, da gente che scrive nella paginetta di avvio dell’applet in questione <TITLE>SIAMM – Accertamento e Recupero Spese e Pene di Giuestizia – Inserimento Istanza di Pagamento</TITLE> non e’ che poi mi aspetti chissa’-che… pero’… ci resto male e mi sembra di vivere in un paese di sventurati, dove d’altronde per registrare un dominio .it possono servire tre o quattro fax.

C’e’ qualcuno che potrebbe aiutare ad eliminare il Mistero e correggere questo e magari altri errori?

 

Le notizie riportate da Repubblica.it secondo cui i problemi di lentezza piu’ o meno generale di Internet erano da attribuire a virus, trojan e … DNS (cosi’ almeno pare sostenga il monopolista), hanno sortito un effetto positivo: in molti si sono accordi di OpenDNS. Ne avevo parlato qualche tempo fa, tanto per dire “funziona bene” e lo uso volentieri. Adesso pare che ci sia stata un’ondata potente di iscrizioni, dovuta proprio all’articolo di Repubblica.it. Di male (l’articolo, seppur non peggio di molti altri) in meglio (l’uso di OpenDNS, sperando che continui a funzionare cosi’ bene). Oltretutto adesso chi digitasse .iy invece di .it usando OpenDNS si troverebbe la correzione in automatico. Non male. Grazie Repubblica.it.

 

Un mito piuttosto diffuso e’ che firefox sia piu’ sicuro, di internet explorer ad esempio. Non e’ cosi’ vero e soprattutto non e’ un buon motivo per abbassare la guardia. La questione del password manager, ad esempio, e’ tutt’altro che banale e andrebbe considerata per bene. L’unico consiglio che ho, in proposito, e’ quello di leggere per bene tutte e due le parti dell’articolo apparso su Security Focus. La seconda parte si legge abbastanza bene. Nel dubbio usate un vero software per la gestione delle password, magari Password Safe del Guru.

Molto peggio, dal mio punto di vista, l’atteggiamento assunto da Firefox con il “whitelisting” di alcuni domini. In questo post che ho incocciato abbastanza casualmente l’osservazione nasce dal fatto che l’estensione per la sincronizzazione si e’ installata senza chiedere conferma. La cosa non mi piace per nulla: non e’ che Google brilli per sicurezza (e penso soprattutto ai problemi ricorrenti con XSS) e poi non vedo la necessita’ di bypassare il normale controllo. Avra’ qualcosa a che vedere con l’enorme pubblicita’ che Google sta facendo a Firefox di recente?

Morale? Nessuna. Oppure: occhi aperti e attenzione a quel che si fa.

 

E’ disponibile per il download OpenOffice.org 2.1.

Tra le novita’ si segnalano il miglioramento dell’esportazione in HTML da parte del foglio di calcolo, miglioramenti al database, gestione automatizzata degli aggiornamenti. Ci sono anche le estensioni, per arricchirlo di funzionalità. Vale la pena.

 

Google Finance e’ stato migliorato.

Mi sono divertito un sacco a vedere i nuovi grafici e provare la differenza con Yahoo! Finance. In questo caso direi, da profano, che Yahoo! ne esce decisamente meglio come quantità di contenuti (fuori dai mercati del Nord America in modo persino imbarazzante) anche se l’aspetto delle pagine di Google mi pare migliore.

 

Banda, spazio e software messi a disposizione gratuitamente. Nessuna pubblicita’ (se non quelle che arrivano dal vostro adsense). 1999? Bubble, bubble boil and trouble, piuttosto che Double, double toil and trouble? Sono i signori di Wikia, alias Wikipedia. Che stiano giocando la carta YouTube-2?

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