Notevole analisi dei media francesi in rapporto al fenomeno Ségolène Royal. E’ in francese ma vale una lettura (che sara’ comunque veloce). Personalmente noto come madame Royale abbia perso un bel po’ di punti presso il sottoscritto (mi piacciono il suo modo di comunicare e alcune sue idee) prima con l’idea delle giurie popolari e poi con uno sfoggio di rara ipocrisia nel discorso dopo la vittoria alle primarie.

 

Pare che nei paesi nordici Google News incontri sempre nuovi ostacoli. La versione danese e’ stata rinviata e quella norvegese e’ sotto tiro per presunte violazioni del diritto d’autore legato ad immagini.

[ via pandia ]

 

Un po’ per caso un po’ perche’ mi piace seguire le evoluzioni di Ubuntu sono incappato in questo sondaggio secondo cui un terzo dei votanti sono favorevoli all’inclusione nella prossima distribuzione di driver proprietari e non open. Solo il 14% e’ contrario e piu’ della meta’ chiede di poter scegliere.

E’ quindi ragionevole, per piu’ di 8 su 10, includere i driver “closed source” all’interno della futura Feisty Fawn, o Ubuntu 07.04. La cosa e’ tutt’altro che scontata: da tempo si discute dei problemi che sono legati all’uso di driver proprietari (e se poi c’e’ un problema? e se esce una versione aggiornata come se ne certifica la funzionalita’?) e della necessita’ di ottenere informazioni e specifiche sufficienti per poter sviluppare i driver in modalita’ open.

Allo stato attuale delle cose e’ assolutamente normale trovarsi con scheda piu’ o meno particolari che non dispongono di driver open neppure lontanamente accettabili. Per far funzionare “bene” alcune schede video (molto diffuse) certe schede wireless (appena meno diffuse) ed alcuni modem (per fortuna non piu’ cosi’ diffusi) bisogna scendere a compromessi ed accettare i driver proprietari. Quando ci sono. La cosa importante e’ spiegare correttamente le cose: se devo utilizzare un driver proprietario voglio si sappiano le ragioni (e’ il vendor che non rilascia le specifiche?) i problemi (attento che qualunque problema al kernel non sara’ supportato) e le alternative (esistono prodotti equivalenti con driver open). Sono abbastanza fiducioso che, nel medio periodo se non subito, il mercato sapra’ premiare i driver migliori, e facilmente saranno quelli open.

Sul wiki di Ubuntu si trovano contributi titolati Binary driver education e AcceleratedX che trattano dell’argomento.

Nov 192006
 

Per motivi di lavoro sono abituato a ripetere che la sicurezza va affrontata dal basso, a rovescio rispetto all’idea prevalente che si debba iniziare dalla rete. Non che ne sia mai stato del tutto convinto ma mi pareva un modo corretto per aprire la porta ai discorsi che piu’ mi interessano dal punto di vista business. Oggi mi sono trovato per caso in mano una serie di vecchi appunti che partivano dall’idea che un sistema va configurato come se non ci fossero firewall: solo quello che serve. Idea scontata per chi si occupi un minimo di hardening e sicurezza. Per un attimo mi e’ sembrato di vedere la luce:

1) datemi una macchina sicura (intendo affidabile e con un sistema operativo dignitoso)
2) mettiamo al sicuro i dati (beh, non sto pensando alla cifratura ad onor del vero)
3) usiamo i dati con delle applicazioni “sicure” (e qui son dolori e mal di pancia a non finire)
4) infine pensiamo alla sicurezza della rete separando quello che sta dentro da quello che sta fuori

Semplice no? Riflettendoci ancora un attimo mi sono accorto che la maggior parte delle realta’ che conosco non ha un “dentro” ed un “fuori”: e’ tutto un groviglio confuso di cose in-house, in outsourcing e magari anche altrove. Ho pensato che bastasse dire “infine pensiamo alla rete” facendo sparire sicurezza ed il resto. Non mi pare corretto. Non mi pare proprio. Mi piace comunque pensare che si possa partire dall’altro lato, lasciare la rete da ultima e il firewall beh… forse ha fatto il suo tempo. Eresia?

 

Pietro Saccomanni, l’autore di VoIP Blog, segnala nei commenti a questo post l’inesattezza della notizia: non c’e’ Skype sui telefonini 3, c’e’ invece Iskoot.

La cosa non e’ particolarmente rilevante, dal mio punto di vista: sono tutt’altro che incline all’uso di Skype e la soluzione iSkoot e’ in realta’ utilizzata con il marchio Skype. Non cambia la sostanza: il servizio si e’ separato dal trasporto. La press-release in proposito mi pare chiara:

CAMBRIDGE, MA – November 16, 2006 – Skype, the global Internet communications company, has chosen iSkoot to deliver a solution to mobile operators. 3 is the first mobile operator to launch this new service and will preload the Skype solution on Nokia and Sony Ericsson handsets; this Skype-branded solution utilizes iSkoot’s mobile client and network servers.

 

E’ arrivato Skype per Symbian. Un po’ di soppiatto, lasciandosi alle spalle tanti dubbi sulla “pesantezza” dell’applicazione. Adesso bisognera’ vedere se e quanto si diffondera’: potrebbe essere un brutto colpo per gli operatori mobili, quelli che campano vendendo aria a cara prezzo. Seguendo il ragionamento di Stefano Quintarelli il servizio si e’ separato dal trasporto, anche se i dubbi non sono di poco conto:

Ho misurato latenze e variabilita’ per settimane e mi sono convinto (senza alcuna prova) che ci sono dei pattern ricorrenti per cui la latenza della rete aumenta significativamente, facendo si che la conversazione sembri via sattellite o anche di piu’.

 

Con colpevole ritardo ho scoperto qual’e’ il mio futuro: da Grande (con la G maiuscola!) voglio fare il Personal Info Trainer o al limite il Biz Finder, se pagano meglio. La definizione e’ opera di Mauro Lupi e vecchia di tre anni ma io l’ho scoperta solo oggi leggendo Il sapere? Vattelo a cercare!

Per ora sono un junior desideroso di imparare ma credo di avere delle buone potenzialita’. Qualcuno cerca una figura del genere? Non voglio stare dalla parte di quelli che vogliono farsi trovare ad ogni costo, io sto con chi sa quello che vuole ma non sa come trovarlo.

 

In Giappone stanno sperimentando un telefono cellulare a pannelli solari.

[ via Ubergizmo ]

 

La mostra arriva a Roma oggi. Peccato non esserci.

Nov 162006
 

Bella ricerca di Computerworld secondo cui nel ramo IT ci sarebbe stato un aumento medio del 3,1% nell’ultimo anno. Alcune categorie – tra cui “Network architect”, “web developer” e “Internet Manager” avrebbero conosciuto aumenti maggiori, fino al 5,3%. Sempre sullo stesso sito un simpatico Smart Salary.

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