Il famigerato DMCA non e’ altro che la regolamentazione di un diritto di esclusiva, di privativa, o come diamine lo si voglia chiamare. Il paradosso e’ che qui continuaiamo a scimmiottare il copyright pensandolo come diritto d’autore (e ci sarebbe da discutere sull’ingegno) mentre dall’altro lato dell’oceano hanno predisposto quanto meno una garanzia per i service provider: non sono ritenuti co-responsabili della violazione del copyright se si muovono secondo certe linee guida (ivi incluso il rimuovere cio’ che sia oggetto di contestazione). Tanto basta perche’ a nessuno venga in mente di considerare Google corresponsabile di chissa’ quale reato se tiene online un video qualsivoglia. Io sono certamente molto piu’ orientato verso le posizioni di R. Pollock, e consiglio caldamente le poche pagine di The value of public domain, ma non riesco a capacitarmi di come, nella culla diritto, si possano fare ragionamenti quali quelli che sento in questi giorni. A quando l’affermazione che i videogiochi violenti causano il bullismo? O che le simulazioni del mondo delle corse sono la causa diretta delle morti del sabato sera?

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