Mi presto volentieri, nel mio piccolo, a fare da cassa di risonanza a ludo. Perche’ lo leggo sempre, perche’ mi piace quello che fa e perche’ lo richiede espressamente. Anche perche’ ho rischiato di trovarmi nella stessa situazione. Quest’estate infatti mi sono trovato sprovvisto di connettivita’ troppo a lungo e, in preda ad una vera e propria crisi di astinenza, dopo aver valutato un po’ frettolosamente le alternative ed i costi ho scelto un telefono UMTS con scheda TIM allegata sulla base della promessa di avere un certo traffico “internet” gratis. Gratis? Manco un po’… c’e’ un contributo mensile! Pero’ il traffico e’ gratis…

Prima ho scoperto che nonostante avessero preso tutti i miei dati e li avessero diligentemente trascritti su un qualche terminale non avrei avuto il servizio subito ma dopo circa 24h. Poi le ore sono diventate 48 (ferragosto, e vabbeh!). Quindi il servizio non pareva volerne sapere di farsi attivare (non ha fatto una chiamata a pagamento? perche’ dovrei?! perche’ se no non puo’ mandare SMS, senza SMS niente servizio! quanto sono ignorante!). Infine mi sono bruciato il (poco) credito con la visione di un TG5 sul telefonino (ma non era gratis la consultazione del portale? si ma…). Gia’ non ero riuscito a comprendere esattamente i termini del contratto (scritto in piccolo, ovviamente), in piu’ mi sono scocciato per tutte le complicazioni ed alla fine ho lasciato morire la schedina. Nel frattempo, con piu’ calma e raziocinio, ho scoperto come utilizzare il piano tariffario di una SIM di un altro operatore e spero che funzioni, se non altro andro’ a tempo e non a traffico.

Leggere quindi questa situazione mi ha colpito parecchio. Sono un uomo fortunato.

 

Poi venne Skype e adesso “The Venice Project“, qualunque cosa sia (TV 2.0?). Inizia a parlarne anche Janus Friis. [ via TechCrunch ]

© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha