E’ arrivato wikio.it. Lo aspettavo dai primi di giugno! [ via motoricerca e pandemia, al solito! ]
E’ disponibile la Release Candidate 1 della versione 2 di Firefox.
Tra le novita’ (e non sono poche!):
1. Visual Refresh (aggiornamenti all’interfaccia utente ed ai temi)
2. Anti-phishing integrato
3. Miglioramento degli strumenti di ricerca
4. Miglioramento nella gestione dei tab (di default i nuovi link si aprono in un nuovo tab e non in una nuova finestra)
5. Gestione dei crash con il ripristino della sessione
6. Anteprima e sottoscrizione dei feed migliorata (adesso si puo’ scegliere tra aggiungerli ad un servizio Web – come My Yahoo! o Google Reader – vederli nel lettore di feed RSS oppure aggiungerli come “Live Bookmark”)
7. controllo ortografico interno
8. Gestione dei Live Title
9. Miglioramento nella gestione delle estensioni e dei temi (ora unificato)
10. Sessioni client side e “persistent storage” per migliorare le transazioni on line e migliorare le performance quando i volumi sono importanti, e temo per creare non pochi problemi nella gestione della sicurezza…
Scaricato. Pronto all’installazione…
E alla fine M$ rilascio’ la patch ufficiale. [ via f-secure ]
La posizione ufficiale di Google sull’affaire belga e’ comparsa su Google Blog:
Of course, if publishers don’t want their websites to appear in search results (most do) the robots.txt standard (something that webmasters understand) enables them to prevent automatically the indexing of their content. It’s nearly universally accepted and honoured by all reputable search engines.
Google News is no different than Google web search in this regard: We only ever show the headlines and a bit of text. If people want to read the entire story they have to click through to the newspaper’s website. And if a newspaper does not want to be part of Google News we remove their content from our index –- all they have to do is ask.
Mi pare ragionevole e ben comprensibile. Che anche le aziende editoriali si siano accorte che potrebbe essere utile stare piu’ nel foro del tribunale che non sul mercato?
Che io non abbia grande simpatia per Skype, per via del modo in cui funziona e (non) e’ documentato il protocollo e’ abbastanza irrilevante. Il fatto interessante e’ che piu’ d’uno se ne sta accorgendo e ne sta vietando l’uso (qua il pdf con la spiegazione dell’universita’ di San Jose [ via Paul Kedrosky ]).
Le ragioni?
1. La licenza di Skype richiede che l’utente permetta di utilizzare la banda della rete anche ad altri utenti Skype, non certo autorizzati in proposito dal proprietario della rete
2. La funzione di relay di Skype viola la policy interna: offre servizi a terzi che non hanno alcuna relazione con il proprietario della rete e va al di la’ di un “uso occasionale”
3. L’uso di Skype aumenta il rischio cui viene esposto il computer che lo usa
E’ evidente che questo ragionamento si applica tranquillamente a molte altre applicazioni p2p e che il terzo punto potrebbe essere sviluppato in modo da terrorizzare i piu’. Una visione un po’ piu’ rassicurante su Punto-Informatico.
A quanto pare la deregistrazione del controllo VML risolve il problema, sperando che M$ si muova. In alternativa la soluzione di proposta da Zert.


