Stay Safe e’ un’iniziativa che vede coinvolta anche Microsoft, a fianco di organizzazioni tipicamente no profit. La cosa e’ corredata di Tour attraverso gli Stati Uniti ma a me piace il fatto che sia un sito ben fruibile. C’e’ qualcosa del genere in italiano?
Il post di .mau. va letto. Sarebbe stato perfetto se avesse aggiunto il link al comunicato sindacale citato. Credo sia questo, ma anche quello successivo mi sembra abbastanza chiaro.
Nessuna disquisizione in merito. Semplicemente la segnalazione della disponibilita’ del foglio di calcolo fatto al volo da Daniele.
Cosi’ ho anche provato quanto sia semplice condividere in lettura con il mondo un “G-Spreadsheet”. Comodo no?
Cosa e’ successo? Quello che ci aspettava o c’e’ stato tanto rumore per nulla? C’e’ il trucco? Si ritorna ai contenuti?
L’indebitamento c’e', e’ alto ma non preoccupante. Il problema semmai sono le cause di questo indebitamento e che non e’ chiaro se questo debito sia considerato un problema per le aziende a monte, quelle che hanno pagato per il takeover e che hanno in pancia il pacchetto di controllo.
La rinascita di TIM e’ un fatto clamoroso. La nascita della società destinata alla rete un’opportunita’ interessante per lo sviluppo del mercato. Che le due cose siano dettate esclusivamente dalla necessita’ di alleggerire gli oneri imposti di volta in volta dalle Autorita’ di regolamentazione non mi pare convincente. Il dubbio che lo scorporo di TIM non sia altro che la condizione necessaria per poi procedere alla vendita della stessa mi pare lecito. Il tempo dira’ ed i tempi di Telecom Italia negli ultimi anni sono spesso brevi.
Infine il ritorno ai contenuti, dopo aver puntato tutto sui guadagni che avrebbe dovuto garantire la connettivita’. Qui non ho ben capito a che mercato guardi TI: se il mercato e’ quello italiano allora un po’ di calcio e qualche film della fox possono funzionare; se il mercato e’ quello europeo non ho mica idea di che razza di editore ci si debba inventare, che, a partire da RAI e Mediaset non mi pare che stiamo facendo faville nella produzione di contenuti rivendibili all’estero…
L’unica cosa che mi pare evidente e’ l’assenza di una strategia precisa, ed e’ questa che finisce per instillare, a torto o a ragione, il dubbio che si tratti solo e sempre di operazioni di ingegneria finanziaria, condotte con il massimo rispetto del mercato e senza infierire piu’ di tanto sul parco buoi.
Spambox.us e’ un altro servizio di email a perdere. Segnalato perche’ permette di decidere per quanto tempo mantenere in vita l’indirizzo a perdere, anche se, come al solito, tocca fidarsi dell’affermazione “non vendiamo nulla agli spammer”, etc. etc…
Che Forbes abbia avuto voglia di fare una classifica delle migliori applicazioni web per il business mi pare scontato. Il risultato, che vede trionfare Google quasi ovunque, pure. Pero’… che queste applicazioni siano davvero pronte per il business (e SMB per quei signori non e’ il rigattiere all’angolo!) non e’ un concetto cosi’ scontato. Insomma: abbiamo Ajax? Addio (Microsoft) Office! Questi signori sono sufficientemente pragmatici da prevedere un lungo futuro per Excel e simili pur affermando che Zoho Writer possa essere meglio di Microsoft Word… non solo che per collaborare con altri il web e’ meglio del desktop… e la privacy?…
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