Leggendo questo post di Matteo Balzani su IMlog e la sua riflessione sul fatto che sia la prima volta che Google vende qualcosa direttamente ai suoi utenti e quindi si fa pagare ho pensato subito al famigerato [tag]Google Wallet[/tag] (l’alternativa G a paypal, la chimera inseguita invano prima da ebay e poi da Yahoo!) su cui si specula da tempo e poi all’introduzione dell’ennesimo sistema di [tag]DRM[/tag] (tanto per semplificare la vita a chi paga no?).

Mi e’ passato un attimo per la mente anche Keyhole, alias Google Earth, che rimane a pagamento per chi voglia funzionalità “evolute”, ma e’ un dettaglio. Ho capito pero’ che la “perdita dell’innocenza” qui c’e’ eccome: mi sembra la prima volta che Google mette mano a qualcosa e non la ridefinisce completamente. Non si tratta di un’acquisizione (tipo Blogger, Picasa, Keyhole): si tratta, almeno a prima vista, di un prodotto sviluppato in casa che non ridefinisce affatto il modo di utilizzo o la fruizione o i contorni di un negozio di video on line. Dai creatori di GMail, di Google Maps e Adsense mi sarei aspettato qualcosa che mi provocasse almeno un po’ di stupore…

 

Capita che in alcune aziende siano introdotte delle politiche particolarmente restrittive in termini di utilizzo di Internet. Capita anche che, normalmente, si rispettino queste regole. Se pero’ ci si trova nella situazione di dover utilizzare internet in presenza del classico proxy+firewall e’ possibile tentare di eludere la sorveglianza utilizzando un kit piuttosto semplice ed efficace: [tag]tor[/tag]+[tag]privoxy[/tag].

© 2012 Quasi.dot Suffusion theme by Sayontan Sinha