Wired News: Real Story of the Rogue Rootkit
It’s a David and Goliath story of the tech blogs defeating a mega-corporation.
Interessante. L’autore e’ Bruce Schneier.
Wired News: Real Story of the Rogue Rootkit
It’s a David and Goliath story of the tech blogs defeating a mega-corporation.
Interessante. L’autore e’ Bruce Schneier.
Google Base e’ attivo. Non e’ un database come avevo immaginato. Non e’ un sistema di annunci. E’ qualcosa che permette di “introdurre” all’interno di Google qualunque tipo di cosa, definendola con una “etichetta” e caratterizzandola con uno o piu’ “attributi”. In pratica posso inserire una ricetta (recipe) e usare come attributi “dessert, uova,farina,zucchero,cannella,autore:francesco”.
Insomma: vogliamo tutte le informazioni, anche quelle del mondo reale. Fate voi il data entry?
Bel blog.
Google analytics, aka Urchin, e’ stato concesso gratuitamente alle folle. Una tantum si tratta di un prodotto marchiato Google ma non targato beta. Nonostante cio’ il primo giorno e’ stato caratterizzato da una lentezza esasperante, simile a quella di tanti altri prodotti lanciati in grande stile e sopraffatti dalle orde selvagge degli utenti smaniosi di provare l’ebbrezza del nuovo Google qualchecosa. L’ultima volta e’ successo con Reader, ma tempo un paio di giorni si e’ sistemato tutto.
Visto che questa volta la beta a salvifica manca mi viene un dubbio: si dimensionano correttamente per l’andamento normale (e pazienza se per un paio di giorni si va a singhiozzo) oppure partono con quello che c’e’ salvo poi profittare delle risorse di cui dispongono per aggiungere quanto mancava?
Provo a combattere la depressione che trasuda da questi post, come testimoniano le pubblicita’ a latere, segnalando un lieto evento: un nuovo blog, gestito da Stefano.
Strepitosa campagna per invitare ad abbandonare IE a favore di Firefox. Oltre a 13 ottimi e divertentissimi motivi anche qualche suggerimento che dovrei, prima o poi, prendere in considerazione
[ via boingboing ]
Capita che uno metta giu’ due o tre cose che gli vengono in mente leggendo le notizie in giro. Capita che sia la stessa cosa che fanno i giornalisti. Ma quando leggo un articolo come questo alla fine provo solo tanta tristezza, dov’e’ l’informazione?
Tutto, ma proprio tutto, in un paio di diagrammi.
E’ ufficiale: e’ tornata la bolla. Si parla di pagare gli utenti dei servizi, di nuovo. Ne parlava Massimo “antenne sensibili” Moruzzi a proposito di un’IPO e adesso leggo Devil’s Advocate: Should you be paid for using Windows? L’idea verrebbe proprio da Bill Gates…
[ via dot.coma ]